Municipio Ponente - 03 dicembre 2022, 09:00

Pegli, sparisce il Tavolo di Monitoraggio della Val Varenna

La denuncia da parte del consigliere municipale del VII Ponente, Claudio Chiarotti: “Non è stata accolta la nostra proposta, è un fatto molto grave”. Nella vallata continuano a imperversare i mezzi pesanti

Non passa, in Consiglio Municipale al VII Ponente, la proposta portata dalla minoranza di proseguire con il Tavolo di Monitoraggio della Val Varenna, uno strumento che, negli anni passati, ha permesso di mantenere un dialogo tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. La maggioranza ha votato contro al documento presentato da Partito Democratico, Lista RossoVerde, Movimento 5 Stelle e Genova Civica e il commento tra il deluso e l’indignato è dell’ex presidente del VII Ponente, Claudio Chiarotti, oggi capogruppo del Pd al parlamentino di piazza Gaggero a Voltri: “In Consiglio di Municipio il centrodestra ponentino ha deciso di chiudere l’esperienza del Tavolo di Monitoraggio della Val Varenna. Lo ha deciso dichiarandosi contrario a un documento portato dalla minoranza compatta con il quale si chiedeva di continuare quel percorso, accampando motivazioni per certi versi bizzarre. L’unica certezza è che gli abitanti della Val Varenna non avranno più uno strumento con il quale confrontarsi con l’amministrazione e che, anche se a fatica, qualche risultato lo aveva portato”.

Secondo Chiarotti, “spiace perché sarebbe stata un’occasione davvero importante visto che un assessore comunale, con deleghe importanti, fu proprio colui che, da presidente di Municipio, diede il via a questo tavolo, sicuramente sarebbe stata un’opportunità in più per la Val Varenna. Riteniamo gravissima questa posizione incomprensibile del centrodestra del Municipio e monitoreremo in tutte le sedi istituzionali affinché le problematiche della valle siano davvero attenzionate e risolte”.

Il riferimento di Chiarotti è all’ex presidente del VII Ponente, Mauro Avvenente, oggi assessore comunale alle Manutenzioni e ai Centri Storici nella Giunta Bucci. Quanto alle problematiche della valle, invece, c’è anzitutto quella dei camion che transitano davanti alle abitazioni e a una scuola materna, per non parlare del dissesto idrogeologico, dei collegamenti e, non da ultimo, dell’episodio di sversamento nel Varenna di qualche settimana fa, del quale ancora tutto rimane da chiarire.

E mentre il Tavolo di Monitoraggio finisce in soffitta, in Consiglio Comunale prosegue la battaglia in favore della vallata e di tutti i suoi abitanti. L’ultimo capitolo lo ha scritto la consigliera del Partito Democratico, Cristina Lodi, depositando una interpellanza sul tema dei mezzi pesanti, che verrà discussa in una delle prossime sedute a Palazzo Tursi.

La consigliera ricorda che “a gennaio 2022 veniva annunciato uno studio al fine di adottare misure di contenimento del disagio sia per la popolazione sia per le attività produttive della Val Varenna, vista la situazione immodificata del traffico di mezzi pesanti. Questo studio annunciava un’ordinanza di limitazione alla circolazione”. 

Nell’interpellanza di Cristina Lodi vengono anche riassunti i criteri che si sarebbero dovuti adottare: “Si dovevano integrare al divieto di transito per i veicoli di larghezza superiore a due metri, oltre alle attuali fasce (dalle 8 alle 9 e dalle 16 alle 16,30) anche le fasce orarie di pranzo (dalle 11,50 alle 12 e dalle 13,50 alle 14) e si dovevano valutare le conseguenze del disagio creato dai mezzi d’opera che conferiscono alle tre cave presenti in valle, nonché ai proprietari stessi delle cave. Inoltre, rispetto all’attuale ordinanza e le precedenti, era in valutazione il limite massimo di velocità di 30 chilometri orari a tutti i veicoli in prossimità della scuola e non solo a quelli di categoria N (adibiti al trasporto merci), vista la struttura stradale della valle e il numero di autorizzazioni in deroga che non devono essere ampliate e anzi devono essere controllate. Nel provvedimento era stata identificata puntualmente la collocazione dei divieti, garantendo ai veicoli inferiori ai due metri, durante il periodo di divieto dei veicoli di larghezza superiore ai due metri, la circolazione in sicurezza, evitando manovre in senso vietato contromano per superare i mezzi d’opera fermi per il divieto a fasce orarie”.

Inoltre, si intendeva istituire il distanziamento minimo obbligatorio di trenta metri per autotreni, autoarticolati, autosnodati, in modo tale da evitare i convogli, che si sarebbero generati al momento della riapertura al transito al di fuori delle fasce orarie di divieto; si intendeva estendere in tutta la Val Varenna il divieto di transito per mezzi avente larghezza superiore ai 2,20 metri per dare continuità a quello attualmente in vigore di via Opisso.

Già ai tempi, veniva osservato che “i punti dolenti delle vigenti ordinanze di limitazione alla circolazione in Val Varenna sono il mancato controllo e le continue autorizzazioni in deroga. È essenziale per il rispetto delle norme che saranno emanate che il transito in deroga sia considerato solo eccezionale e non, come oggi, la norma. Un efficace controllo dell’applicazione delle norme potrà essere conseguito solo mediante l’attivazione di apposita telecamera a valle, sulla scorta di quanto già operativo in altri quartieri, ad esempio Borzoli. Inoltre, il rispetto della zona 30 in prossimità della scuola materna ‘Le Pratoline’ rischia di essere lettera morta se non accompagnata da appositi dissuasori di velocità, come cordoli rialzati. Ed è auspicabile che il distanziamento minimo tra i mezzi pesanti sia non superiore ai 40 metri”.

Eppure, “da gennaio 2022 - sostiene Cristina Lodi - la situazione non sembra essersi modificata e l’ordinanza non sembra essere stata ancora emessa. Per questo interpello il Sindaco e la Giunta per sapere, punto per punto, la situazione della stesura e dell’approvazione dell’ordinanza annunciata a inizio 2022”. L’unica variazione è che non ci sarà più un Tavolo di Monitoraggio dove parlarne. 

Alberto Bruzzone