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Sport | 04 dicembre 2022, 17:14

Antonucci-gol condanna il Genoa, anche il Cittadella passa sui rossoblù. E la Gradinata Nord è chiara: "Fuori i c..."

Una sonora bordata di fischi accompagna Blessin e i suoi ragazzi all'uscita dal terreno di gioco: poca incisività in attacco, ai veneti basta il minimo per ottenere il massimo risultato

Antonucci-gol condanna il Genoa, anche il Cittadella passa sui rossoblù. E la Gradinata Nord è chiara: "Fuori i c..."

L'esultanza dei giocatori del Cittadella al gol vittoria di Antonucci

Un segnale che il pomeriggio non sarebbe stato dei più favorevoli alla causa rossoblù forse, a posteriori, l'aveva già dato il tempo, coi nuvoloni tornati ad addensarsi sopra al "Ferraris" proprio quasi in concomitanza col fischio d'inizio del signor Pairetto di Nichelino per una 15esima giornata di campionato che vede il Genoa ancora sconfitto bagnato dalla pioggia di fischi di uno stadio raramente così contrariato da quanto visto in campo.

Al Cittadella basta un lampo dell'ex Roma Antonucci dopo poco più di un'ora di gioco per  far esplodere il malcontento dei circa 20mila presenti e sgretolare quelle garanzie di compattezza e decisione che pure in settimana erano arrivate dal tecnico Blessin e da alcuni giocatori non certo di poco spessore nella rosa a sua disposizione.

L'intento annunciato di voler vincere per voltare pagina rispetto alle prestazioni dell'ultimo mese, trasformatosi in necessità col passare dei minuti guardando i risultati degli altri campi per chi gradirebbe certo tornare in Serie A senza passare per le forche caudine dei play offs, è naufragato al cospetto di un ambiente ormai impaziente e, soprattutto, di una squadra spesso parsa in confusione, in grande difficoltà nel riuscire a riorganizzarsi, una volta subito lo svantaggio.

Eppure le occasioni, dopo un primo tempo in cui solo l'aria frizzante e un tiro di Strootman ben deviato in corner da Kastrati erano riusciti a tenere svegli i tifosi e dopo il vantaggio patavino, non sono comunque mancate. Quel che ancora non si è visto è invece la cattiveria nel volerla buttare dentro. Succede a Gudmundsson, che solo davanti all'estremo ospite effettua quello che più sembra un passaggio che un tiro (70'), al subentrato Coda (65') che sostituisce Puscas nella ripresa ma fatica a trovare la conclusione giusta, e infine a Yalcin (95').

Insomma, quel cambio di passo che tutti ci si aspettava non è arrivato. E forse nemmeno per una questione di voglia o impegno, con una ruggente Gradinata Nord che al triplice fischio non ha risparmiato giocatori né staff chiamando tutti sotto la curva per far sentire il proprio pieno disappunto. Cattiveria sottoporta poca, nitidità nel creare azioni veramente pericolose solo a sprazzi e ora la sfida che fra pochi giorni aspetta Bani e compagni di nuovo tra le mura amiche sa davvero di occasione da non sbagliare più, perché davanti le prime della classe corrono, il Genoa non può pensare di poseguire al piccolo trotto.

Mattia Pastorino


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