Cultura e spettacoli - 30 dicembre 2022, 10:36

Sciopero personale del Carlo Felice, i sindacati replicano alla Direzione

"Paga oraria paragonabile a un voucher, si dovrebbero valorizzare maggiormente le innegabili competenze dei lavoratori in forza, sosterremmo volentieri le nostre ragioni anche in un dibattito pubblico"

In merito allo sciopero dei lavoratori del Carlo Felice si è espressa polemicamente ieri la Direzione del teatro arriva la replica dei lavoratori del sindacato:

"Il 31 dicembre sarà sciopero del personale del Teatro Carlo Felice.

Lavoratrici e lavoratori altamente qualificati che truccano, acconciano e vestono artisti internazionali hanno una paga oraria paragonabile al valore di un voucher. Ma questa è solo la punta dell'iceberg delle problematiche da risolvere e per le quali mai verrà meno l'impegno di Slc Cgil.

Il Sovrintendente ci contesta di aver proclamato lo sciopero solo nella tarda serata del 28: forse non ricorda che è  lui ad averci convocato il 28, giornata in cui nel pomeriggio avevamo programmato da tempo l'assemblea dei lavoratori; inoltre, lo rassicuriamo e ribadiamo che Slc non ha mai proposto di fare accordi contro la legge, ma ha indicato  altre soluzioni che ha ben circostanziato; in ogni caso, accordi anche per lavoratori intermittenti sono stati stipulati nel 2022 in altre Fondazioni senza alcun problema.

Per quanto concerne più genericamente  la contrattazione integrativa pochi giorni fa  a Firenze è stato sottoscritto un verbale di incontro tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della Fondazione in cui il Sindaco comunica la disponibilità ad aprire il tavolo per il rinnovo del contratto integrativo ed a una reintegrazione straordinaria una tantum di un milione di euro per il 2023.

Per quanto riguarda la riorganizzazione ed esternalizzazione dell'ufficio paghe ed i tecnici ribadiamo la nostra posizione ed anzi rilanciamo, sostenendo che si dovrebbero valorizzare maggiormente le innegabili competenze dei lavoratori in forza.

Siamo talmente forti delle nostre ragioni che le sosterremmo volentieri anche in un dibattito pubblico.

È ora di ridare dignità al lavoro!"

Redazione