Ci sono almeno un paio di cose che tutti abbiamo imparato durante il periodo del lockdown: la prima è il valore del tempo passato fuori casa insieme agli amici e ai propri cari, magari in uno spazio verde in città, quando non si può fare una vera e propria gita fuori porta; la seconda è l’importanza di avere un quartiere ospitale, pulito, con aree dedicate alla comunità e curate con attenzione e partecipazione da tutti coloro che lo abitano.
Il progetto del comitato ‘Erba Voglio 2’ nasce proprio basandosi su queste due fondamenta: ci troviamo a Sampierdarena, in via San Bartolomeo del Fossato, poco distante dalla chiesa Santa Maria della Vittoria e da Porta degli Angeli. Proprio qui, nel loro quartiere, Nicola e un gruppo di volontari hanno deciso, con il favore del Municipio Centro Ovest, di ‘adottare’ l’area che sta dietro ai palazzi per creare uno spazio verde dedicato alla cittadinanza, con tavoli su cui studiare o mangiare all’aperto o dedicarsi a giochi da tavolo, uno spazio dedicato agli amici a quattro zampe in cui possono gironzolare senza timore delle auto e addirittura una connessione Wi-Fi per chi volesse lavorare, studiare o leggere un libro sulle panchine messe a disposizione.
Il Comune ha poi installato all’interno dell’area una panchina rossa contro la violenza sulle donne nell’area, che si aggiunge a quanto creato dai volontari, oltre ad aver partecipato alle spese sostenute per acquistare i materiali necessari ai lavori.
Il progetto è nato proprio nel 2020, subito dopo i mesi difficili di isolamento: il comitato si era già organizzato nel 2019 per riqualificare le aiuole abbandonate, ma quando le restrizioni si sono allentate la voglia di passare più tempo fuori casa è diventata una necessità, oltre che un piacere. Il nome ‘Erba Voglio 2’ prende spunto da ‘Il Giardino dell'Erba Voglio’, che poco lontano da Sampierdarena, e precisamente in via Ferrara, a San Teodoro, che ha preso in gestione un altro spazio verde mettendolo a disposizione per la comunità e ha dedicato una targa al nuovo gruppo che si è creato dall’altra parte delle mura.
Da cosa nasce cosa, e le persone del quartiere hanno iniziato non solo a usufruire degli spazi, ma a dare una mano per tenerli vivi e attivi, creando una vera e propria comunità. “Eravamo vicini di casa e ci conoscevamo a malapena, ora ci vediamo spesso e abbiamo piacere di passare del tempo insieme, abbiamo fatto amicizia”, ci raccontano. “Ci incontriamo di solito qui il sabato mattina, il momento in cui siamo tutti un po’ più liberi dagli impegni di lavoro, ma passiamo tanto tempo insieme. Abbiamo visto gli Europei di calcio qui, tutti insieme, su uno schermo che abbiamo portato apposta”.
A occuparsi del parco erano inizialmente una ventina di volontari, che con il tempo però si sono ridotti, “ma il loro contributo è stato prezioso, soprattutto all’inizio, quando dovevamo costruire tutto da zero”. Oggi sono attive, oltre a Nicola, che si occupa anche di aprire ogni giorno l’area prima di andare a lavorare e e chiudere a chiave la sera, una decina di persone: Loredana, Marina, Marzia e Annamaria si occupano dei fiori, Mauro è elettricista e presta i suoi servizi per far funzionare tutto a puntino, Raffaele è addetto ai lavori di saldatura e Vincenzo, Luigi, Federico, Gino, Davide e Valter che portano avanti la pulizia del verde e i lavori ‘di fatica’.
Non sono solo gli abitanti della zona a frequentare il giardino: “Spesso ci sono anche persone di zone più lontane, che hanno sentito parlare di noi e ci vengono a trovare, magari per portare qui i cani a fare due passi. Ci sono i ragazzi che vengono qui a fare i compiti, gli anziani che durante l’estate hanno potuto godersi un po’ di fresco sotto gli alberi invece che rimanere a casa: è uno spazio vissuto da tutti”. Il giardino è aperto dalle 9 del mattino alle 23 circa, un orario che consente ai residenti di usufruirne per tutto il giorno.
L’impegno che richiede un progetto come questo viene ben ripagato dai momenti di condivisione e dalla possibilità di godere insieme di uno spazio accogliente, ed è evidente fin dai primi momenti trascorsi insieme ai volontari che ci hanno accolto con entusiasmo, pronti a raccontare del loro impegno e della forza della collaborazione per costruire qualcosa di buono per tutti.
“È un giardino in continua evoluzione e speriamo con il nostro entusiasmo di coinvolgere sempre più persone, sopratutto i giovani che sono il nostro futuro” spiegano. E quando chiediamo loro se lo sforzo richiesto, anche semplicemente quello di andare ogni giorno ad aprire i cancelli, viene compensato, la risposta è quasi scontata: “Certo che sì”.
Ed è d’accordo anche Baloo, la mascotte del Comitato, un cagnolino che sta insieme al suo padrone Nicola per quasi tutta l’intervista, e che si concede una corsetta nell’area dedicata a lui all’interno del giardino. Prendersi cura resta il messaggio più importante: che sia un’aiuola, un giardino, un parco, o semplicemente facendo attenzione a quello che succede intorno a noi, vicino alle nostre case, può davvero fare la differenza.