Un presidio per dire stop alla guerra in Ucraina, a un anno di distanza dall’inizio del conflitto, è stato organizzato davanti alla Prefettura di Genova.
Per gli organizzatori un anno di guerra è troppo e la diplomazia deve chiedere il cessate il fuoco, il dialogo e i negoziati di pace per costruire un’Europa sicura e pacifica per tutti. La guerra è atroce e non è la strada per risolvere i conflitti. Bisogna dire basta alla guerra in Ucraina e basta a tutte le guerre, le violenze, le repressioni e le discriminazioni nel mondo.
"Avrei voluto che non fosse una guerra - dichiara la consigliera comunale del Pd Cristina Lodi - ma partiva come guerra veloce. Siamo a un anno. Credo che la diplomazia debba muoversi subito a sostegno del popolo ucraino e di un paese che è devastato. La diplomazia deve riprendere con forza quello che all'apparenza non pare un intento di pace".
Gianni Pastorino, consigliere regionale di Linea Condivisa aggiunge: "La guerra non può essere lo strumento di risoluzione dei conflitti internazionali. E' chiaro che questa guerra è una questione molto complessa che mette contro oriente contro occidente. La guerra scarica sui civili le questioni che potrebbero essere risolte con la diplomazia".
"Oggi abbiamo organizzato, a un anno dall'inizio di questa drammatica guerra, questo presidio per tenere sempre alta l'attenzione su questa guerra che sta facendo strage di civili innocenti. Il sindacato e l'associazionismo non possono non prendere le distanze da quella che è una guerra atroce e che sta coinvolgendo bambini, donne e uomini che non ne possono nulla" ha poi sostenuto Sheeba Servetto, segretaria confederale Uil Liguria.
Igor Magni, Segretario Generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Genova, fa il punto: "E' importante essere qua per continuare a tenere accesa una luce su quello che sta accadendo. La sottovalutazione non viene dalle persone comuni, dai cittadini e dai lavoratori che pagano gli effetti di quello che sta accadendo. La guerra, l'invasione terribile, sta portando morti: siamo a 300mila persone che hanno perso la vita. C'è distruzione, milioni di persone hanno dovuto lasciare la propria casa. Serve spingere concretamente verso dei tavoli di pace affrontando finalmente, per come si dovrebbe, questa situazione".
Le organizzazioni promotrici a sostegno dell’iniziativa di oggi a Genova sono Cgil Genova, Cgil Liguria, Cisl Genova e Liguria, Uil Liguria, Anpi Genova, Arci Genova, Auser Genova e Liguria, Comunità di San Benedetto, Comunità di Sant’Egidio, Libera Liguria, Good Morning Genova, Emergency, Acli Liguria, Rete Studenti Medi, Agesci Liguria, Legambiente Genova e Forum Terzo Settore Liguria. E’ importante dare continuità alla mobilitazione per chiedere il negoziato ed una decisa azione politica e diplomatica internazionale che rimetta al centro la sicurezza comune.