#ILBELLOCISALVERÀ | 20 aprile 2024, 20:49

Caterina Caselli e Anna Foglietta Premio Fionda 2024: ora sono due splendide Fieue di caruggi di Albenga (FOTO e VIDEO)

“Per le loro scelte coraggiose, per la generosità, per la condivisione. Per non avere dimenticato nel momento del successo chi è rimasto indietro, i fragili, i deboli, quelli in difficoltà”

Caterina Caselli e Anna Foglietta premiate con la Fionda 2024: ora sono due splendide Fieue di caruggi

Foto di Maria Gramaglia e Nicole Santoro

Si può essere personaggi famosi, con brillanti carriere, restando prima di tutto persone vere, autentiche, con un cuore. Ce lo dimostrano, anno dopo anno, Antonio Ricci, Gino Rapa e tutti i Fieui di caruggi di Albenga, che riescono a portare sul palco del Teatro Ambra personaggi straordinari, ancora più straordinariamente sensibili. Ogni volta, qualche lacrima scappa, quando si parla di persone che soffrono. Emozioni che si materializzano. È successo anche oggi, con Caterina Caselli e Anna Foglietta, vincitrici del Premio Fionda 2024.

Si è raddoppiato tingendosi, nel vero senso della parola, di rosa il Premio Fionda 2024: Anna Foglietta e Caterina Caselli, le due vincitrici dell’ambito trofeo albenganese consegnato a chi, durante la propria carriera, ha saputo tirare buone “fiondate”, hanno indossato il classico fazzolettone distintivo dei vecchi monelli dei vicoli in giallo, ma anche in un’edizione limitata rosa, un colore potentissimo che deriva dal rosso, ma “ammorbidito” dal bianco, e che trasmette gentilezza, protezione, tranquillità. Un colore, il rosa, che rappresenta le due donne benissimo,

Oggi, sabato 20 aprile alle 17, alla presenza del sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, del vicesindaco Alberto Passino, del Questore Alessandra Simone e di altre autorità locali, la consegna del premio al Teatro Ambra da parte di Antonio Ricci, capo indiscusso dei Fieui di Caruggi, nell’ambito dell’evento organizzato in collaborazione con il Comune di Albenga e condotto, come di consueto, da Mario Mesiano, con interventi musicali di Stefania Fratepietro, Franco Fasano e Mauro Vero.

L’attrice Anna Foglietta e Caterina Caselli sono entrambe parte della Fondazione Una, Nessuna, Centomila, dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. Due donne emotive, sensibili, ma anche tenaci, riservate, forti che si sono raccontate, con particolare riferimento al loro coinvolgimento in ambito solidale, dimostrando di non aver mai dimenticato, nel momento del successo, chi è rimasto indietro o in difficoltà e ricordando che “le buone azioni sono contagiose”.

Una Nessuna Centomila si posiziona come la prima fondazione che vuole sostenere i centri antiviolenza, promuovere la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne, anche attraverso un cambiamento culturale nella società, utilizzando linguaggi artistici e immediati come la musica, il teatro, il cinema ed entrando nelle scuole italiane con iniziative educative sull’affettività, coinvolgendo insegnanti, ragazzi e ragazze.

Nasce da 4 donne straordinarie, tra cui la cantante Fiorella Mannoia, per promuovere attraverso nuove forme di femminismo un cambiamento radicale delle dimensioni strutturali e culturali da cui origina e si riproduce ogni tipo di violenza; per  attivare il mondo della cultura per contribuire alla prevenzione della violenza sulle donne e per sostenere processi di equità̀ di genere in Italia in un quadro di riferimento europeo. Non “combattono” nessuno, tantomeno l’uomo, che cercano di rendere partecipe culturalmente, per creare un pensiero evoluto che accomuni e che veda fare un percorso insieme contrassegnato dalla gentilezza.

Le motivazioni del Premio Fionda di legno 2024

"Due fionde, due donne: tenaci, riservate, forti. Premio Fionda di legno a Caterina Caselli e Anna Foglietta per le loro scelte coraggiose, per la generosità, per la condivisione. Per non avere dimenticato nel momento del successo chi è rimasto indietro, i fragili, i deboli, quelli in difficoltà.

Premio Fionda di legno ad Anna Foglietta e a Caterina Caselli per la sensibilità, forgiata anche dalle esperienze personali di vita, verso le sofferenze mentali e fisiche di chi si trova, suo malgrado, ad affrontare disagi e problematiche gravi, spesso nella totale assenza delle istituzioni pubbliche.

Premio Fionda di legno a chi ha saputo dimostrare concretamente, non a parole, che l’esempio è fondamentale per poter spingere tutti a rendere l’esistenza comune più semplice e meno dolorosa. Caterina e Anna: due splendide Fieue di caruggi".

Tra risate, canzoni ed emozioni, non sono mancate le curiosità. Ad esempio, “Nessuno mi può giudicare” cantata da Caterina Caselli, era stata in realtà scritta per Adriano Celentano. E poi, le due donne, oltre ad essere accomunate dal mese di nascita (aprile), dall’appartenenza a Una, Nessuna, Centomila e la Fionda di legno, hanno in comune un “Nessuno mi può giudicare” nelle proprie carriere. Anna Foglietta ha infatti recitato con Paola Cortellesi nel film “Nessuno mi può giudicare”. Infine, sapevate che Anna ha una voce stupenda? Con molta umiltà, ha voluto omaggiare Caterina, accompagnata da Franco Fasano e Mauro Vero, con uno dei suoi più grandi successi: “Insieme a te non ci sto più”, scritta da Paolo Conte, che a un certo punto ha pure fatto capolino con un videomessaggio.

Come di consueto, il ricavato delle offerte ricevute per l’evento vengono devolute in beneficenza a enti scelti dai premiati. In questo caso, Caselli ha destinato la somma a Una, Nessuna, Centomila, mentre Anna Foglietta a “Every child is my child”, associazione no-profit che ha preso forma grazie alla collaborazione spontanea di artisti, i quali, proprio su iniziativa dell’attrice e animati dall’indignazione per le terribili tragedie che coinvolgono i bambini in Siria, hanno concordato che la mera condanna e il supporto teorico non erano più sufficienti; era necessario un impegno diretto. Per questo si impegnano concretamente per un futuro senza sofferenza.

Anche per il 2024, il bellissimo premio è stato realizzato da Andrea Zanini, artista del legno ingauno di adozione piemontese. 

Maria Gramaglia

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