Sono settimane difficili per il parco di villa Pallavicini, a Pegli, ostaggio delle delle scorribande dei cinghiali che, in piena notte, si introducono negli spazi verdi distruggendo fiori e piante, causando gravi danni e arrivando anche a scavare i tubi dell’acqua, interrati per garantire un corretto apporto idrico.
La denuncia di quanto sta accadendo, con una mancata risposta da parte dell’amministrazione comunale, è arrivata via social direttamente dalla direttrice del parco, Silvana Ghigino, che non più tardi di ieri, in un video, ha mostrato i danni fatti dagli ungulati: “Tutte le notti il parco viene arato completamente da una banda di cinghiali, lo mettiamo sui social sperando che le nostre richieste vengano ascoltate…perché le comunicazioni ufficiali fino ad ora non sono state efficaci”.
Un appello a intervenire è già arrivato nelle immagini postate su internet: “Il Comune - continua Ghigino - deve decidere di fare un’azione definitiva e realizzare la recinzione, come già programmato e valutato anche economicamente. Non possiamo più sentirci dire ‘lo faremo’ o ‘ne parleremo, non è più il momento di parlarne”.
Così, dopo gli attestati di solidarietà da più parti, arriva anche l’intervento della consigliera comunale Cristina Lodi (Azione): “Purtroppo, sulle ville storiche del ponente, precisamente sia su villa Doria sia su villa Pallavicini, si conferma la mancata presenza da parte dell’amministrazione comunale nel rendere un buon servizio. Villa Pallavicini è sempre portata in palmo di mano a livello internazionale come esempio di buona gestione e rilancio di un parco storico ad altissimo livello ma il comune deve fare la sua parte”.
Il riferimento di Lodi è proprio alle iniziative dell’amministrazione comunale che è sempre stato inserito in un percorso di condizione di obiettivi con i gestori ma che, di fatto, sta ‘latitando’ nell’attuare strategie: “Oggi - continua la consigliera - scopriamo che, nonostante accordi, previsioni e disponibilità economica, la recinzione necessaria per non mandare all’aria il lavoro di anni fatto con dedizione e passione dalla direttrice e dai volontari non è ancora stata installata.
Sottolineo che il parco di villa Pallavicini, e chi lo ha attraversato lo ha visto, è un esempio non solo di cura nell’attenzione alle infrastrutture e ai monumenti al suo interno, ma anche alle aiuole, alla protezione di alberi, fiori e si vede tutta la dedizione di un personale che ha trattato la villa come fosse il proprio giardino di casa, trasformandolo in uno dei più belli di Genova”.
Lodi conclude: “Ho scritto una lettera all’assessorato competente perché bisogna intervenire sulla recinzione. Tutto era previsto e, come al solito, non è stato fatto”.