Resta campo stregato per il Genoa l'Olimpico vestito di giallorosso romanista. Si interrompe contro una Roma che ottiene la massima resa con la minima spesa la striscia di partite da imbattuto in trasferta per Vieira e la sua edizione del Vecchio Balordo, uscito ko per 3-1 dal primo anticipo di giornata.
Nonostante la prova di applicazione e propositiva del Grifone, è infatti la qualità tecnica superiore della squadra di Ranieri a emergere mentre con le tante assenze del reparto avanzato, il tecnico sceglie di affidarsi dall'inizio a quella sorta di undici già ben rodato nelle ultime partite. La sola eccezione rispetto all'ultima uscita col Parma di Masini dall'inizio al posto dell'infortunato Badelj, confermando De Winter sull'out di destra e ritornando, senza Vitinha, all'antico terzetto offensivo con Zanoli e Miretti a supportare Pinamonti con Thorsby molto vicino alla punta.
Una disposizione accorta che porta i rossoblù a mettere il naso nell'area giallorossa la prima volta al 16' con un tiro troppo debole di Miretti, dopo che Dybala qualche minuto prima aveva fatto tremare il Genoa e l'incrocio dei pali alla sinistra di Leali con una punizione conquistata dallo stesso argentino. È però Dovbyk a cambiare il corso della gara alla prima conclusione nello specchio della porta, quando al 24' spinge in rete la grande respinta di Leali sull'inserimento di Pellegrini con un De Winter ancora una volta troppo disattento.
E quando le cose sembrano mettersi male, con l'ennesimo infortunio che stavolta tocca a Bani, è però Masini al 32' a trovare il momentaneo pareggio concludendo in rete l'angolo di Martin.
Basta però ancora una volta il minimo per far girare le sliding doors della sfida definitivamente a favore dei capitolini. Pellegrini deve uscire per infortunio, al suo posto El Shaarawy a cui basta un quarto d'ora, mentre il Grifone sembra attendere solo la decisione del VAR per un tocco di mano di Sabelli in area, per rivelarsi "core 'ngrato" e mettere alle spalle di Leali un tiro a giro da fuori lasciandosi poi andare a un'esultanza incurante dei suoi passati in rossoblù.
Il tris arriva al 72' poi, con lo zampino di Dybala e il pasticcio di Leali mentre Vieira concede l'emozione dell'esordio al classe 2008 di Arenzano Venturino e prima che succeda poco altro. Ora, tra dieci giorni, l'occasione per rifarsi è quella casalinga contro il Monza, nella speranza di recuperare qualche infortunato e che il mercato possa finalmente colmare certe lacune prima che diventino ancora una volta una zavorra eccessiva per un gruppo che davvero poco ha da recriminare per quanto messo in campo.
IL TABELLINO
ROMA-GENOA 3-1
Reti: 24' Dovbyk (R), 32' Masini (G), 59' El Shaarawy (R), 73' aut. Leali (R)
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Hummels (76' Pisilli), Ndicka; Saelemaekers (75' Celik), Paredes, Koné, Angelino; Dybala, Pellegrini (46' El Shaarawy); Dovbyk.
A disposizione: Ryan, De Marzi; Dahl, Sangaré, Abdulhamid, Hermoso, Soulé, Baldanzi, Zalewski, Shomurodov.
Allenatore: C. Ranieri
Genoa (4-3-3): Leali; De Winter, Bani (32' Sabelli), Vasquez, Martin; Thorsby (68' Venturino), Frendrup, Masini; Zanoli (68' Ekhator), Pinamonti, Miretti.
A disposizione: Sommariva, Stolz; Bohinen, Pereiro, Ankeye, Matturro, Marcandalli, Kassa, Melegoni.
Allenatore: P. Vieira
Arbitro: Zufferli di Udine