Diciannove incarichi legali da Regione Liguria al vice sindaco di Genova (e avvocato) Pietro Piciocchi. E, sullo sfondo, anche l’atteso verdetto dell’Ordine degli Avvocati in merito all’incompatibilità del ruolo di legale e di sindaco di una città con più di cinquecentomila abitanti.
Il ‘caso Piciocchi’ esce da Palazzo Tursi ed entra nell’aula del consiglio regionale ligure con l’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico ed esposta dal coordinatore cittadino ‘dem’, Simone D’Angelo.
Nello specifico, tra il 2020 e il 2023 Pietro Piciocchi, allora vice sindaco di Genova, ha ricevuto diciannove incarichi legali riferibili alcune Asl liguri e all’agenzia regionale Alisa. L’interrogazione, nello specifico, chiedeva quali di questi incarichi siano ancora in corso e se l’eventuale pronuncia negativa dell’Ordine in merito alla presunta incompatibilità potesse in qualche modo avere conseguenze sull’attività di Regione.
“Gli incarichi sono attualmente in corso o, in via cautelativa, la Regione sta valutando di assumere azioni di garanzia nel caso in cui l’avvocato venisse spesso dalla propria professione? - ha chiesto D’Angelo in aula esponendo l’interrogazione per poi fare riferimento anche all’incarico affidato al sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro - la sfera professionale è un fattore individuale e va rispettata, ma possiamo aprire un discorso di opportunità. L’elemento di rischio da parte della Regione è elevata, lo abbiamo visto anche con l’assegnazione di un incarico a un sindaco della provincia di Imperia”.
La risposta dell’assessore regionale Paolo Ripamonti è stata tanto sintetica, quanto finalizzata a prendere tempo: “I diciannove incarichi sono controversie chiuse, l’Ordine affronterà il tema e darà un parere che ora non abbiamo ancora, nel momento in cui arriverà lo affronteremo”.