"Voglio rassicurare i rappresentanti sindacali, con cui avremo un incontro politico già convocato nei prossimi giorni, proprio per confrontarci sul piano assunzionale, perché non c'è alcuna volontà di esternalizzazione dei servizi strategici, come dimostra il fatto che il Comune di Genova, uno tra i pochissimi grandi Comuni italiani, sta mantenendo in house servizi importanti, come le scuole dell'infanzia e i nidi, che molte città di grandi dimensioni, come la stessa Milano, hanno deciso di statalizzare per scaricare costi anche di tipo organizzativo". A dichiararlo è l'assessora al Personale del Comune di Genova Marta Brusoni, in seguito all'allarme lanciato da Cisl FP Liguria, che denuncia il taglio di cinquecento dipendenti in tre anni e l’affidamento crescente di servizi ai privati.
"Proprio di recente abbiamo bloccato due progetti di statalizzazione nelle scuole di San Desiderio e Borzoli, perché crediamo nel grande valore dei dipendenti comunali e della loro professionalità - continua a spiegare Brusoni -. In questi anni, oltre a garantire il turn over al 100%, abbiamo assunto molte nuove professionalità e dal 2018 a oggi i dipendenti comunali sono passati da 4.934 unità agli attuali 5.019, con oltre 3600 nuove assunzioni dal 2018 a oggi garantendo il turn over e puntando sui giovani. Come sanno anche i rappresentanti sindacali, stiamo portando avanti anche un piano di valorizzazione dei nostri dipendenti, riconoscendo i percorsi formativi e le competenze ottenute nel percorso lavorativo, attraverso le progressioni verticali: in questi giorni ne abbiamo appena varate 65 unità nel profilo area amministrativa. Inoltre, è costante l'impegno dell'amministrazione anche nei tavoli del governo centrale per rivendicare un più ampio riconoscimento di maggiore autonomia finanziaria ad esempio sugli straordinari, i cui plafond sono bloccati da decenni, e sulle nuove assunzioni".