Inizia da Sestri Ponente la campagna elettorale di Silvia Salis, la candidata sindaca del centrosinistra, in un momento in cui il tessuto commerciale del quartiere si trova sempre più in crisi dopo la notizia di queste settimane che vede il rischio chiusura di Giglio Bagnara, una delle insegne più antiche della città, che ha annunciato l’avvio della liquidazione volontaria dopo oltre centocinquanta anni di attività.
“Siamo vicini ai ventinove lavoratori che in questo momento stanno vivendo questo incubo, sono vicina a Enrico Montolivo, è un'istituzione e una figura che ha sempre dato posti di lavoro, speranza, ha fatto crescere famiglie - così Silvia Salis da Sestri Ponente - bisogna trovare una soluzione per questa realtà ma, in generale, per il tessuto commerciale di questa città. Partiamo dalla Rinascente, sono sei anni che è chiusa, un problema difficile da ignorare. Una città dove il tessuto commerciale è depresso è una città dove i negozi chiudono e Genova ha un grosso tema sociale legato al lavoro e alla presenza di sviluppo sul territorio, giovani che siano in grado di far crescere un tessuto sociale ed essere anche clienti dei negozi”.
“Il modo in cui si occupano gli spazi è un chiaro messaggio politico, usare fondi comunali per creare le condizioni di aprire grandi centri commerciali è un forte messaggio politico - ha proseguito Salis in merito all'apertura di Esselunga - è inutile dire di essere dalla parte dei lavoratori quando si fanno delle scelte che mettono in crisi il tessuto commerciale della città. È giusto che ci sia la grande distribuzione, ma non può essere sovradimensionata rispetto alle reali esigenze della città”.
"Bisogna cambiare le politiche sociali, perché chi può se ne va. Ciò vuol dire non avere una prospettiva. Quando si parla di infrastrutture sociali, si parla di dare vita al tessuto sociale che è quello che attira investimenti e impresi, evitando la chiusura degli spazi commerciali", prosegue Salis.
Durante l'incontro, c'è stato un momento di dialogo e confronto tra i lavoratori e le lavoratrici di Giglio Bagnara e Salis: "È emerso che c'è un grande sconforto anche legato al peso sociale che ha avuto Giglio Bagnara su questa comunità, che va indietro negli anni, un rapporto con il tessuto sociale e operaio. Questo è uno spaccato storico di società e del lavoro in Italia: che l'epilogo sia questo, ci dice molto del fatto che sul piano del rilancio commerciale tanto annunciato, non è stato fatto nulla", conclude.
In questi giorni i sestresi si stanno mobilitando per la questione del ribaltamento a mare di Fincantieri che sta causando notevoli disagi alla comunità e proprio su questo tema Salis afferma che "quando i vetri e i muri tremano, non si può parlare di pazienza o di prospettiva, bisogna prendere delle decisioni umane. Bisogna cercare di avere a monte un dialogo con i cittadini e con chi si occupa di infrastrutture e progetti in modo da farli calare sul territorio seguendo delle regole che impattino il meno possibili".
"Devo dire che tutte le parti si sono mosse in tempi strettissimi: la notizia è uscita mercoledì e giovedì avevamo già ricevuto solidarietà", afferma Simona Zilocchi rappresentante sindacale Cgil e lavoratrice da venticinque anni addetta alle vendite e responsabile ufficio clienti. "Oggi essere qua è importante: noi perdiamo il posto di lavoro, persone che vanno dai cinquanta ai sessantatré anni per le quali non sarà possibile trovare una nuova ricollocazione - prosegue -. Ma sapere che qui oggi ci sono nostri clienti, è molto importante per noi. La speranza è l'ultima a morire non solo per noi ma soprattutto anche per Sestri che non deve diventare un quartiere dormitorio. Pensiamo a questa circoscrizione che è sempre stata via dello shopping e chiudere Bagnara vuol dire impattare sugli altri negozi".
La speranza è quella di essere riassorbiti: "In qualche modo sì. Qualcuno potrà essere accompagnato alla pensione ma la maggior parte spera di trovare una collocazione anche nello stesso luogo", conclude.
"Abbiamo ricevuto notizia improvvisa perché a quanto pare nessuno ne sapeva nulla nonostante fosse nell'aria da tempo - afferma Sara Tassara, consigliera Lista Rossoverde -. Siamo qua per dimostrare solidarietà ai dipendenti e alle dipendenti, rivendicando che Giglio Bagnara è un presidio fondamentale per Sestri. Negli scorsi mesi ci siamo battuti a lungo contro l'apertura di grandi esercizi commerciali, perché noi riteniamo che il piccolo commercio può revitalizzare il tessuto di Sestri".
La chiusura possibile di Bagnara non è solo, però, l'unico problema di Sestri Ponente, un quartiere che ha bisogno di aiuto: "Come gruppi di minoranza noi abbiamo sempre denunciato lo sfaldamento del tessuto commerciale e sociale del quartiere - afferma Paola Vassallo, consigliera di municipio Pd -. I problemi sono sempre stati nascosti sotto al tappeto dalla giunta di maggioranza qui nel medio ponente in appoggio al comune di Genova. In realtà il problema c'è ed è grave, legato a tanti fattori come la sicurezza, la chiusura dei negozi, agli investimenti della GDO ai quali noi siamo contrari non a prescindere ma nel caso specifico quando si va verso l'avvantaggiare un certo tipo di visione commerciale, dalla quale ne consegue questo, ovvero la chiusura di un negozio storico. Tutto questo significa ledere un altro pezzo di vita sociale di Sestri che si sta degradando come dato di fatto e non di percezione".
"Sul territorio della delegazione di Sestri ma dell'intero municipio che comprende anche Cornigliano, l'amministrazione è stata molto deficitaria - afferma Elisa Somaglia, vicepresidente del consiglio municipale medio ponente in quota Pd -. La risposta l'abbiamo qui davanti di che cos'è e di cosa vuol dire l'abbandono delle periferie. In primo luogo bisognerà intervenire con un piano del commercio che consideri e rivalorizzi il tessuto commerciale urbano locale e del centro storico di via Sestri che è sempre stata una passerella per tutta la città. Secondariamente, la GDO è un problema che comporta dei rischi sul territorio e la chiusura di molte attività commerciali. I problemi, però, sono anche legati alla sicurezza e alla questione dell'integrazione collegata a Fincantieri".
Presente anche Claudio Burlando, l'ex presidente di Regione Liguria, che commenta positivamente quella che è la candidatura di Silvia Salis. "Vedo che piace molto, è determinata e brava. Sta facendo tutto il necessario, ovvero presentandosi sul territorio e incontrare i cittadini. Aspettiamo questo voto con grande fiducia. Donna giovane con effetto sorpresa, di più cosa volevamo avere?".
Per quanto concerne la coalizione, il grande campo largo, con tante anime, Burlando la definisce come "la più grande possibile, la prima volta che succede in Liguria da dieci anni a questa parte". "Abbiamo imparato la lezione delle regionali - prosegue - e questa volta ci siamo tutti". Sul battibecco con il centrodestra e per quanto concerne gli animi interni, Burlando afferma di vederli "nervosi perché magari hanno capito che questa volta sarà più dura".
"Siamo in una città che sta andando indietro: un negozio storico che chiude, e loro ci mettono Esselunga. Un aeroporto che fatica, loro lo declassano. Un cantiere con intervento importante, senza badare ai cittadini. Per me è necessaria più attenzione", commenta l'ex presidente di Regione Liguria su quelle che sono le necessità per la città.
"Il rischio di chiusura di Giglio Bagnara è la dimostrazione della desertificazione e del degrado che sta subendo il quartiere - afferma il consigliere comunale Fabio Ceraudo (M5S) -. Bagnara è la storia di Sestri: sono centocinquantacinque anni. Questo è un percorso, ad esempio, che si è avviato con l'apertura e la possibilità di aprire la GDO da una parte, e dall'altra il degrado che continua ad avanzare a livello di sicurezza e il cantiere che sta causando problematiche".
A differenza del passato "c'è un problema oggettivo di che tipo di manodopera e lavoro sta portando Fincantieri: se dev'essere lavoro povero, non è certamente quello che i sestresi devono avere", chiarisce Ceraudo, portando l'esempio di suo padre che "ha lavorato in Fincantieri e ha sfamato una famiglia, è un esempio come tanti altri lavoratori".
"Fincantieri è un bene per la delegazione ma non deve diventare come Monfalcone, una città che è diventata ad oggi un dormitorio. Voglio ricordare che Monfalcone ha meno abitanti di Sestri Ponente", commenta Ceraudo per quanto riguarda l'arrivo e l'integrazione di lavoratori dall'estero.
Per rigenerare la delegazione "c'è bisogno di atti concreti che aiutino il quartiere. Noi come M5S abbiamo portato varie istante come i parcheggi di interscambio che avrebbero permesso di dare uno stimolo alle persone di venire da fuori, che non è mai venuto, e ad oggi il masterplan è propedeutico solo all'industria, perdendo lo sbocco a mare del vecchio progetto", conclude il consigliere comunale.