Attualità - 04 marzo 2025, 19:30

Progetto assi di forza, i cittadini di Cornigliano non ci stanno: "No alla cabina di trasformazione nel piazzale adiacente alla ferrovia"

"Consideriamo l'eventualità di una manifestazione e il conseguente blocco del cantiere a tempo indeterminato" afferma il Comitato 'Cornigliano per la città'. Un residente della palazzina fronte lavori: "Abbiamo già sopportato per anni perché dobbiamo soffrire sempre noi? Pretendo risposte entro due giorni, se no movimenterò tutta la comunità"

"Consideriamo l'eventualità di una manifestazione e il conseguente blocco del cantiere a tempo indeterminato": così si legge in una lettera indirizzata al candidato sindaco Pietro Piciocchi, all'assessore ai lavori Ferdinando De Fornari e alla presidente del VI Municipio Cristina Pozzi, da parte del comitato 'Cornigliano per la città', riunitosi oggi, martedì 4 marzo, in tarda mattinata insieme a diversi residenti della delegazione presso il piazzale adiacente alla ferrovia dove, da diverso tempo, procedono i lavori per l'allestimento del cantiere, e il conseguente posizionamento di una grande cabina di trasformazione in relazione al progetto dei quattro assi di forza. 

Parallelamente a questi, è stata chiusa al traffico via Bertolotti, per poter realizzare i lavori che prevederanno la sottostazione elettrica di via Bertolotti, destinata ad alimentare i cavi aerei per i filobus.

"Ci troviamo nel parcheggio realizzato nel 2009 come prima opera di riqualificazione della delegazione di Cornigliano ligure, un parcheggio che è stato realizzato dalla demolizione di una vecchia mensa, quindi un progetto di riqualificazione vera e propria, che è costata fondi di Società per Cornigliano e che si è concretizzata in un moderno parcheggio attrezzato per una cinquantina di posti auto e moto, due dedicati alle persone disabili, con un'ombreggiatura realizzata da cinque alberi di medio fusto e piccole aree verdi", racconta il vicepresidente del comitato Giorgio Zucchi, assieme al presidente Giampiero Morstabilini

Il tutto ha fatto il suo lavoro fino a quando, precisamente nel mese di agosto, "è stato in parte recintato e da subito, come cittadini, abbiamo iniziato a domandare all'assessore competente del Municipio cosa stesse accadendo, essendo che le voci che arrivavano dagli operai impiegati erano abbastanza allarmanti", prosegue Zucchi.

Comunicazioni che, però, secondo quanto afferma il vicepresidente, sono state assenti "dal municipio e dal comune" e "quando abbiamo iniziato a chiedere insistentemente approfondimenti, in relazione al fatto che gli operai parlavano di abbattimento degli alberi e occupazione dei parcheggi per l'installazione di una cabina di trasformazione di dimensioni medio grandi al servizio del progetto dei quattro assi di forza, il municipio ha negato e minimizzato il tutto, affermando che gli alberi in realtà non sarebbero stati toccati, ma confermandoci che sarebbe stata solamente una piccola struttura e che, successivamente, sarebbe stata completamente interrata. Così, in teoria, a fine lavori sarebbe tornato tutto esattamente come prima".

Affermazione che, come afferma il vicepresidente del comitato Zucchi è "apparsa subito abbastanza improbabile, ma a domanda, risposta ufficiale". Così, passano diversi mesi, e appena iniziati i lavori, subito sono stati tagliati gli alberi: "Erano belli e sani, i primissimi piantati con soldi pubblici per la riqualificazione della delegazione - chiarisce -. Anche dal punto di visa simbolico e morale, tale gesto è stato uno schiaffo nei denti ai cittadini". 

La situazione però non finisce lì: ad un certo punto, è iniziato "uno scavo che determina l'installazione di una grossa struttura, che avrà fondamenta e sarà fuori terra, senza capire il perché sia stata messa in mezzo a questo parcheggio" prosegue Zucchi. A quel punto, sono state richieste ulteriori "delucidazioni all'assessore e ha negato che la struttura sarebbe stata fuori terra nonostante l'evidenza dei fatti, continuando a sostenere che non ci sarebbe stato nulla fuori e che sì, gli alberi sono stati tagliati ma che magari sarebbero stati rimessi da qualche altra parte, come fossero una sorta di lampadina", prosegue, sottolineando come proprio gli alberi erano lì da "sedici anni, quindi dovremmo riparlarne fra altri sedici anni, ammesso che attecchiscano bene come hanno attecchito nella zona". 

"Ma soprattutto - continua Zucchi - l'altra questione importante è legata a quanto affermato dal Vicepresidente in Municipio Maurizio Amorfini, il quale avrebbe riportato un citato, affermando che la struttura è stata inserita presso il parcheggio per mantenere trenta metri di area rispetto alla linea ferrovia perché potevano esserci eventuali interferenze elettromagnetiche". 

Il fatto, però, chiarisce Zucchi, è il seguente: "La preoccupazione dei cittadini è alta ed è logico porsi la seguente domanda: se la cabina sarà posizionata a trenta metri dai binari per eventuali interferenze elettromagnetiche, perché metterla a dieci metri scarsi dalle abitazioni?".

Inoltre "qui metti una cabina di trasformazione che è di servizio all'adiacente rimessa Amt, che per collegarla la metti qui scavando lungo via Bertolotti, quindi causando ulteriori disagi e costi per la comunità, ma se non c'è nessun problema metterla vicino a chi lavora, allora perché non è stata messa direttamente dentro la rimessa?" si chiede Zucchi. E ancora il vicepresidente: "Perché la rimessa, che copre tutta l'area del vecchio stadio Bacigalupo, quindi un campo da lancio, una pista atletica e gradinate regolamentate, avendo anche uno spazio importante, non è stata adibita per la cabina? Se è vero che la si poteva mettere e l'assessore De Fornari non l'ha messa perché non ci ha pensato, io mi aspetto le sue dimissioni domani; se, invece, non l'ha messa lì dentro perché ci sono altri motivi inconfessabili, allora mi aspetto le sue dimissioni il giorno stesso". 

"Noi non siamo contro i lavori - ci tiene a chiarire Zucchi - bensì siamo contraria alla scelta di localizzazione. Se il lavoro è invasivo, non dev'essere fatto in mezzo alle abitazioni ma nell'area Amt o quanto meno in spazi adiacenti. Se, invece, non è invasivo, dev'essere fatto in quella zona a prescindere perché gli spazi ci sono, a meno che non si debba tenere il manufatto lontano dagli operai. La domanda, quindi,  è la seguente: se dev'essere tenuto lontano da loro, che ci stanno vicino otto ore al giorno per un totale di quaranta ore a settimana, a maggior ragione dev'essere tenuto lontano da chi ci abita vicino ventiquattro ore al giorno tutti i giorni". 

Durante l'incontro, erano presenti diversi residenti, fra questi anche chi abita proprio di fronte al piazzale: "Fino a sette mesi fa, quando hanno iniziato a montare le transenne, non c'era nessun cartello - racconta il residente Pietro Terracciano -. Iniziato lo scavo, mi sono reso conto che le proporzioni erano ampie e ho denunciato pubblicamente la situazione sui social chiedendo se potessero esserci eventuali rischi per i residenti o meno, questo perché considerando che verrà installata proprio a trenta metri dalla ferrovia per questioni elettromagnetiche, noi ce la ritroviamo a dieci metri da casa nostra. Dopo diversi incontri e confronti, alla fin fine non c'è stata nessuna risposta, o quanto meno sì ma fasulle".

"Io ho la casa qui, ora che succederà - continua -. Per la sicurezza della ferrovia dev'essere a trenta metri, e per la sicurezza di chi ci abita di fronte invece? Chi risponde a questo mio quesito? Inoltre, se è possibile realizzarlo in altre aree, perché dobbiamo finirci noi in questa situazione dopo tutto quello che abbiamo sopportato per anni? Pretendo delle risposte a breve, perché come ho già detto a chi di dovere io entro due giorni movimenterò tutta la città qualora non arrivassero queste risposte come mi è stato riferito".

Presente anche Crocifissa Capizzi, storica rappresentante del quartiere di Cornigliano e attiva per l'associazionismo della delegazione: "Il problema è che noi continuiamo ad offenderci gravemente perché ogni posizione politica che viene assunta da questa maggioranza non ci coinvolge minimamente", afferma.

Le persone "devono avere informazioni, devono sapere quello che succederà alla loro vita e alla loro quotidianità - continua Capizzi -. Quello che noi continuiamo e continueremo a dire alla politica è di tenere conto che loro sono lì per prestare servizio ai cittadini. Non possiamo trovarci addosso una situazione del genere, in una zona simbolo della riqualificazione di Cornigliano: ci troviamo tornati indietro di quarant'anni ed è una ferita che si riapre".