Attualità - 09 marzo 2025, 09:38

Genova abbraccia lo smart working: fino a novantasei giorni da casa per i dipendenti comunali e un accordo per estendere il modello nel privato

Da Palazzo Tursi l’ok a una prima rivoluzione del ‘lavoro agile’ con priorità per genitori, caregiver e persone con disabilità. Varato anche lo ‘Smart Red’ per lavorare da casa in situazioni di allerta o di emergenza

Genova si apre allo smart working. La recente delibera approvata dalla giunta consente infatti ai dipendenti del Comune di lavorare da casa fino a 96 giorni all’anno, con priorità per chi ha figli sotto i 12 anni, caregiver e persone con disabilità. Una misura che si adatta alla contemporaneità del lavoro, alla necessità di ripensare l’organizzazione dell’impiego pubblico anche alla luce delle esigenze di flessibilità sempre più diffuse e delle difficoltà legate alla mobilità urbana.

Non è un segreto, infatti, che l’introduzione dello smart working sia da una parte un’agevolazione per i dipendenti che possono lavorare da casa senza lo stress dello spostamento, e dall’altra un alleggerimento non da poco per il traffico in una città come Genova, spesso congestionata anche alla luce dei numerosi cantieri. Tra i lavori più impattanti ci sono tutti quelli legati al PNRR, che porteranno a una serie di modifiche infrastrutturali nel medio e lungo periodo ma che, come conseguenza nel breve, vedono impatti non di poco conto sulla mobilità cittadina.

L’amministrazione comunale ha così deciso di istituire un Comitato Tecnico sulla Mobilità e Smart Working, con il compito di monitorare gli effetti delle infrastrutture in costruzione e valutare l’utilizzo dello smart working nei periodi più critici. Tutti i dipendenti (con priorità per chi ha a carico figli sotto i 12 anni, caregiver o persone con disabilità) avranno la possibilità di concordare i giorni di ‘smart’ con il proprio dirigente di riferimento. Tra le novità c’è anche il cosiddetto ‘Smart Red’, che consente di attivare il lavoro da remoto in caso di allerta meteo rossa o altre situazioni straordinarie. 
Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia che punta a garantire continuità lavorativa anche in momenti di emergenza, evitando al contempo di esporre il personale a rischi inutili. Previste anche modalità più flessibili per chi ha problemi di salute documentati, con la possibilità di richiedere il lavoro agile per un massimo di tre mesi, con il parere medico.

Il Comune ha inoltre sottoscritto un accordo con le parti sociali per favorire il ricorso al lavoro agile anche nel settore privato, con l’intento di mitigare l’impatto dei cantieri e dei grandi eventi sulla viabilità cittadina. L’accordo coinvolge aziende, enti pubblici e associazioni di categoria, con l’obiettivo di creare un sistema più coordinato nella gestione della mobilità lavorativa.
Il regolamento entrerà in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione sul sito del Comune. Sarà un primo test per capire se le nuove regole saranno davvero efficaci nel trasformare il modo di lavorare a Genova.

Redazione