“È giusto, nel breve periodo, consentire un utilizzo più flessibile della tribuna stampa per garantire più posti a sedere a fronte della grande domanda di biglietti. Ma questo deve avvenire nel rispetto della struttura e con una visione ben chiara del futuro dello stadio, che non si può più improvvisare. I progetti ci sono, le trattative ci sono state, le condizioni ci sono. Non si torni ora indietro con scelte frettolose o politicizzate”.
Così Fabio Ariotti, consigliere delegato, membro della Fondazione Genoa 1893 e candidato alle prossime comunali con la Lega, che sul tema è già intervenuto in questi anni in Consiglio comunale con un’interrogazione a risposta immediata ai sensi dell’articolo 54.
“La tribuna stampa del Ferraris è oggi conforme agli standard UEFA, ma in assenza di competizioni europee, è corretto valutarne un ridimensionamento temporaneo - spiega Ariotti - purtroppo, si è soggetti a queste restrizioni europee. Si libererebbero posti preziosi per i tifosi, quelli del Genoa, che da mesi fanno registrare il tutto esaurito e chiedono più accesso. E anche quelli della Samp, per avere maggiore disponibilità di posti popolari. È una soluzione sensata, reversibile, che non compromette nulla sul piano strutturale, ma consente di valorizzare al meglio la capienza attuale dell’impianto”.
“Non possiamo però dimenticare - sottolinea Ariotti - che il futuro dello stadio Ferraris non può basarsi su misure provvisorie. Serve una strategia di lungo periodo. E su questo l’Amministrazione, dal primo mandato di Bucci fino alla gestione Piciocchi, ha lavorato con coerenza”.
Poi la cronistoria: “Nel 2021 viene avviato uno studio di fattibilità per l’ammodernamento del Ferraris, con l’obiettivo di mantenerne la centralità urbana ma rinnovarne coperture, spazi, accessibilità, tribune e servizi; Nel 2022–2023 si apre il dialogo con Genoa e Sampdoria, per valutare percorsi condivisi, inclusi la co-gestione e l’uso del project financing; Nel 2023, le due società si dicono disponibili a coinvolgere Cassa Depositi e Prestiti nel progetto; A settembre 2023, il Genoa presenta un’offerta autonoma, dopo un momento di stallo con la Sampdoria; A ottobre 2023, le squadre riaprono alla possibilità di una proposta congiunta; A febbraio 2024, l’allora vicesindaco Piciocchi annuncia l’arrivo di una proposta definitiva condivisa, per una ristrutturazione in project financing”.
“Noi - prosegue - sosteniamo con forza questa linea: da un lato più capienza ora, anche attraverso un uso intelligente degli spazi esistenti, come la tribuna stampa e i parterre delle gradinate. Dall’altro, avanti con la proposta seria e strutturata costruita con i club e il Comune. Si tratta di un investimento rilevante, che darebbe nuova vita al Ferraris, garantirebbe standard UEFA, e permetterebbe una gestione professionale, senza snaturarne l’identità. E che possa vedere il nostro stadio pronto ad accogliere competizioni di livello internazionale, come Europei e Mondiali, oltre alle coppe europee. Basta rinvii, basta pretesti. Il lavoro è stato fatto: ora è necessario procedere per realizzarlo”.
“Non dimentichiamolo: qui è nato il calcio italiano - conclude Ariotti - Genova è una città con una tradizione sportiva unica, che va rilanciata con decisione e orgoglio. E lo stadio Ferraris deve essere parte di questo rilancio: una struttura moderna, viva sette giorni su sette, con servizi, attività, ristorazione, aree per eventi e aggregazione. Non uno spazio chiuso, ma un luogo vissuto dalla città. Il progetto di riqualificazione va condiviso con tifosi e cittadinanza, come ho già dichiarato pubblicamente. Serve ascolto, partecipazione e trasparenza. I tifosi vivono lo stadio ogni settimana: è giusto che possano contribuire con proposte utili, non solo sull’impianto in sé, ma anche sulla riqualificazione dell’area circostante, che deve essere parte integrante del disegno”.