Attualità - 06 giugno 2025, 08:00

Alla scoperta dei Rolli - Villa Grimaldi Sauli, il tesoro dimenticato di via Colombo

Costruita a metà del Cinquecento su progetto di Galeazzo Alessi, questa dimora fu capace di affascinare persino Giorgio Vasari. Oggi la sua storia è tra le meno conosciute

Prosegue oggi, e andrà avanti per tutti i venerdì successivi, ‘Alla scoperta dei Rolli’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle caratteristiche principali della nostra città, che è valsa anni fa il riconoscimento Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Si tratta del sistema dei Palazzi dei Rolli: edifici che sono vere e proprie perle del centro storico e non solo. Vi accompagneremo dentro con i nostri racconti, ve li faremo scoprire con le fotografie, vi illustreremo aneddoti e curiosità. Sempre per amore di Genova e delle nostre eccellenze. Buon viaggio insieme a noi!

Ricchissima di negozi, botteghe artigiane e una storia secolare, la zona di via Colombo e di via San Vincenzo è certamente una delle più frequentate dalla popolazione genovese. 

Ed è proprio qui, per la precisione nella parte finale della via, quella più prossimità di via Fiume, che si incontra un’altra residenza dell’aristocrazia genovese: villa Grimaldi Sauli.

Simbolo di splendore e potere, oggi questa straordinaria architettura racconta cinque secoli di storia in un intreccio affascinante di cui fanno parte le grandi modifiche urbanistiche di Genova.

Costruita tra il 1552 e il 1554 su progetto di Galeazzo Alessi, architetto perugino tra i più amati e celebri del Rinascimento, venne commissionata da Ottaviano Grimaldi Cebà e sorgeva in un’area che, nel Cinquecento, rappresentava il limite orientale della città.

Immersa nel verde, la villa affacciava nella zona della foce del Bisagno ed era circondata da giardini che i genovesi erano soliti chiamare ‘orti Sauli’.

Una struttura monumentale e ornamenti sontuosi come le colonne doriche di marmo bianco ma anche busti, rilievi e affreschi, rendevano questa costruzione una vera e propria calamita di attenzione e ammirazione. Qui lavorarono Luca Cambiaso e Orazio Semino, ma a rimanere folgorato dalle innovazioni di Alessi fu Giorgio Vasari.

Nel suo celebre ‘Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti’, a proposito dei bagni ornamentali scriveva: “È bellissimo il bagno che [l'Alessi] ha fatto in casa del signor Giovan Batista Grimaldi in Bisagno. Questo, ch'è di forma tondo, ha nel mezzo un laghetto, nel quale si possono bagnare comodamente otto o dieci persone, il quale laghetto ha l'acqua calda da quattro teste di mostri marini, che pare che escano del lago, e la fredda da altre tante rane, che sono sopra le dette teste de' mostri. [...] Di mezzo alla qual volta pende una gran palla di vetro cristallino, nella quale è dipinta la sfera del cielo, e dentro essa il globo della terra, e da questa in alcune parti, quando altri usa il bagno di notte, viene chiarissimo lume, che rende il luogo luminoso come fusse di mezzo giorno”.

La villa fu dunque da subito riconosciuta come una delle opere più importanti dell’Alessi tanto che persino lo storico Mario Labò la definì “un’opera di grande architettura [che] nemmeno l’Alessi ne creò mai altra di eguale”.

Dopo il periodo di massimo splendore, la villa passò dai Grimaldi ai Cybo e infine ai Sauli, seguendo le alterne fortune delle grandi famiglie genovesi. 

Già dal Settecento iniziò un lento declino: i sontuosi bagni caddero in disuso, gli affreschi vennero anneriti dai fornelli per la produzione di seta, e alcune parti furono adibite a magazzino. Nel XIX secolo, la perdita dei giardini e i cambiamenti urbanistici segnarono ulteriormente la sorte della villa, che fu persino trasformata in falansterio, ovvero in abitazione per famiglie bisognose.

Nel 1897 la villa rischiò la demolizione per far posto a nuovi edifici, ma fu salvata grazie all’acquisto da parte del Comune di Genova. Dal 1955 è sottoposta a vincolo di tutela della soprintendenza, a testimonianza del suo valore storico artistico e, tra il 2007 e il 2009, è stata oggetto di un importante restauro che ha consolidato la struttura e recuperato parte degli elementi decorativi superstiti, pur senza ripristinare tutte le statue e le cariatidi ottocentesche

Oggi Villa Grimaldi Sauli si affaccia su via Colombo, nel pieno centro cittadino, mentre l’ingresso di via San Vincenzo, un tempo principale, è diventato quello secondario.

Del lavoro di Alessi restano poco più che il perimetro e alcuni dettagli architettonici: il portico con ventotto colonne doriche, i busti marmorei, le facciate decorate e alcuni stucchi seicenteschi. La facciata su via Colombo, con i suoi tre cornicioni e i fregi a motivi classici, è ancora un esempio di architettura ottocentesca ligure, mentre all’interno si riconoscono tracce dell’antico cortile loggiato. L’edificio è oggi suddiviso in appartamenti signorili; sebbene molte delle sue meraviglie siano andate perdute o siano visibili solo in musei o nei dipinti d’epoca, la villa resta uno degli esempi più significativi dell’architettura rinascimentale a Genova e un prezioso scrigno di memoria urbana.