Attualità - 11 giugno 2025, 11:09

Dal mare all’entroterra, il lento assedio delle notti tropicali: “Così le città liguri si trasformano in grandi sudari”

Con l’arrivo del primo grande caldo di stagione, facciamo il punto con Paolo Bonino di Limet: “Ci aspetta un’estate calda, un clima che non ha più nulla a che fare con il passato”

La definizione di ‘notte tropicale’ è semplice: quando dal tramonto all’alba non si scende mai sotto i 20 gradi. Un fenomeno tipico nella parte del globo dalla quale prendono il nome e che negli ultimi anni si sta facendo largo anche in Europa, in Italia e in Liguria.
Per farci un’idea di come il clima stia cambiando a vista d’occhio, fino a qualche anno fa le notti tropicali, in Liguria, si concentravano tra la fine di luglio e i primi 15 giorni di agosto. Ora, invece, le prime si incontrano verso maggio e le ultime a settembre.

Non si sono allargate solo nel tempo, ma anche nello spazio - spiega Paolo Bonino di Limet - lo è stata quella di ieri e lo sarà anche quella di oggi. Ormai possiamo trovarle anche a maggio e a settembre”.
Ma, soprattutto, le notti tropicali stanno allargando il loro raggio d’azione anche dove prima a stento si sapeva cosa fossero: “Si stanno allungando anche nell’entroterra, dove fino a 15-20 anni fa le temperature notturne restavano sempre sotto i 20 gradi. Ora anche a Campo Ligure e a Rossiglione è facile trovare i 20 gradi durante la notte”.

Già in questi giorni, nelle ore più calde, si iniziano a cercare ripari e si boccheggia alla ricerca dell’ombra. Anche chi è meno esperto di clima può facilmente intuire che è l’antipasto di un’altra estate all’insegna del grande caldo, in piena coerenza con il costante aumento delle temperature su scala globale.

Il problema è ben noto a tutti e si chiama ‘global warming’, ci stiamo scaldando veramente tanto - spiega Bonino - a materializzare questa salita termica molto intensa non è un riscaldamento irrisorio di pochi decimi di grado. Negli ultimi cinquant’anni la temperatura media globale è salita di un grado e mezzo. Il riscaldamento di compone anche di un fattore naturale, un ciclo caldo come ce ne sono stati molti in passato, anche nel Medioevo. Il clima cambia, ma c’è una complicazione, una forzante in più che è quella che implica un aumento così vertiginoso: l’intervento dell’uomo. I gas che vengono immessi nell’atmosfera creano una serie di fattori a catena che si ripercuotono sui termometri ma anche sulla circolazione generale dell’atmosfera. Le alte pressioni diventano più forti, cambiano il loro potere calorico. Venti o trent’anni fa l’anticiclone delle Azzorre regolava il caldo nel Mediterraneo, mentre ora l’anticiclone africano ha preso piede, un calderone bollente che tende a invaderci. Ed è quello che sta succedendo in questi giorni, fa parte della nuova normalità climatica”.
Dobbiamo convivere con un tipo di clima che non ha più nulla a che fare con il passato - aggiunge - ce ne accorgiamo soprattutto in inverno, le nevicate si sono ridotte all’osso e le temperature sono al di sopra della media. Il corpo tende ad abituarsi e, quando si rientra nelle temperature nella media, come successo a maggio, si parla di freddo. Non siamo più abituati”.

La domanda, quindi, è scontata: che estate ci aspetta? Bonino risponde senza esitazione: “Sarà calda, in regola con le ultime estati. Anche molto calda”.

E aggiunge che “adesso, già a giugno, si sta verificando la prima ondata di caldo che sembrava dovessero concedere una tregua dopo il 15, ma sembra che l’alta pressione africana tenderà a persistere anche nella seconda metà del mese. Giugno si chiuderà con una considerevole anomalia al rialzo”. Ma il caldo non sarà l’unico nemico dell’estate che ci aspetta. Ci saranno anche “punte di umidità considerevoli lungo le coste e questo si ripercuoterà con condizioni di afa durante il giorno, ma anche la notte con il mare che tende a scaldarsi. E le città liguri si trasformano in grandi sudari”.