La Rete associazioni San Teodoro lancia il “Patto per l’aria pulita”: un appello a tutte le istituzioni e a tutti i portatori d’interesse perché a Genova sia rispettato il nuovo limite UE sul biossido di azoto.
L’obiettivo è garantire a tutti i cittadini genovesi, ogni giorno, livelli di biossido di azoto (NO₂) inferiori a 50 microgrammi per m3, in linea quanto stabilito dall’UE alla fine del 2024.
Genova, peraltro, da molti anni è sotto infrazione europea perché viola i limiti di legge sulla qualità dell’aria. Tanto più questo accade a San Teodoro e nei quartieri affacciati sul porto, con livelli di inquinamento che mettono a rischio la salute dei cittadini.
"Il Patto per l’aria pulita - spiegano i promotori - è una chiamata alla responsabilità e all’azione collettiva. Un appello a Comune, Regione, Governo, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, ARPAL, ASL, Armatori, Comandanti, Piloti e a tutti i soggetti pubblici e privati che sono parte in causa nella qualità dell’aria che respiriamo".
"La proposta chiede impegni immediati, trasversali, misurabili ogni giorno, per costruire un sistema di azioni concrete e coordinate, finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti prodotte dal traffico veicolare e dalle attività portuali, riportando al centro la salute dei cittadini e coniugando ad essa, in modo virtuoso, le attività produttive di cui necessita la nostra città".
Ecco il testo del patto.
Nel 2024, l’UE ha approvato la nuova Direttiva 2024/2881 per la qualità dell’aria e la tutela della salute.
Per il biossido di azoto, pericoloso inquinante prodotto dalle combustioni, la Direttiva prevede la prossima introduzione, nelle normative nazionali, di limiti più restrittivi di quelli attualmente in vigore: un limite annuale di 20 microgrammi per metro cubo d’aria e un limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo d’aria che, nell’arco di un anno, può essere superato, al massimo, solo per 18 giorni.
Nel 2024, a Genova, in via Bari, sulle alture di San Teodoro, il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo d’ariaè stato superato 21 volte.
Le oltre 40.000 persone che vivono lungo il fronte del porto, non dovrebbero più respirare aria così malsana e questo vale anche per tutti i genovesi che abitano o lavorano lungo le strade più trafficate e inquinate della città, quali via Buozzi, corso Europa, le autostrade.
Il Patto potrà essere siglato da tutti i Soggetti che, in modo diretto e indiretto, possono incidere sulla qualità dell’aria dei quartieri sul fronte del porto, ma anche sui quartieri attraversati dalle strade più trafficate (via Buozzi, corso Gastaldi, corso Europa).
► Il Comune di Genova può:
- attivare, in accordo con tutti gli Enti interessati, un piano per il traffico e la sosta stradale finalizzato ad evitare le lunghe code di autovetture in ingresso e in uscita dai varchi traghetti.
- realizzare una Campagna di comunicazione finalizzata a favorire l’uso di mezzi di trasporto pubblico.
► L’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale può:
- rendere noto il cronoprogramma dei lavori per il cold-ironing e rispettarne i tempi
- introdurre tariffe agevolate per i traghetti e le navi da crociera meno inquinanti
- pianificare, d’intesa con Stazione Marittima, gli "slot orari" di arrivi e partenze delle navi, per evitare sovrapposizioni di orari che provocano la somma di contemporanee emissioni di fumi e, di conseguenza, l’aumento delle concentrazioni di inquinanti nelle aree sottovento
- attivare in Porto nuove centraline per il monitoraggio di anidride solforosa e biossido di azoto, affidando ad ARPAL la relativa gestione.
► Il Governo può:
- definire e approvare, entro il 2025, la normativa tariffaria del costo dell’elettricità fornita dal “cold ironing”.
► La Capitaneria del Porto di Genova può:
- chiedere il potenziamento del numero degli addetti per la propria attività di sorveglianza sulle emissioni di fumi scuri, sul rispetto dell’uso di combustibile a basso tenore di zolfo e delle Regole previste nel rinnovato Genoa Blue Agreement
► L’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Liguria (ARPAL) può:
- garantire la piena e costante efficienza di tutte le centraline da essa gestite
- comunicare, con bollettini giornalieri, il rispetto dei nuovi limiti della Direttiva UE 2024/2881
- predisporre un piano di allerta, rivolto alla cittadinanza, ad ASL 3, ai Pronto Soccorso, alla Capitaneria di Porto, da attivarsi quando si prevede o si riscontra, in corrispondenza delle centraline gestite da ARPAL, il superamento orario di concentrazioni di biossido di azoto giudicate cagionevoli per la salute della popolazione più fragile.
► La Asl 3 può:
- garantire che il Dipartimento della Prevenzione si faccia carico dell'inquinamento atmosferico e della qualità dell'aria come di una priorità e una emergenza nei quartieri di San Teodoro e in quelli coinvolti dalle attività portuali, in particolare avviando una indagine epidemiologica sull'ambiente e sull'incremento della mortalità e delle sue cause
- coinvolgere in modo pro-attivo e partecipato il suo personale nelle attività dell'Osservatorio Salute e Ambiente del Comune, in quanto agenzia fulcro, per l'adozione di misure di protezione della popolazione e la comunicazione dei rischi e loro contenimento.
- richiedere ai Medici di Medicina Generale (MMG) e ai Pediatri di libera scelta (PLS) di diventare "sentinelle" nei giorni di maggior allerta e emergenza per bambini e cittadini che hanno preso in carico, coinvolgerli in un piano di monitoraggio permanente lungo tutto l'anno delle patologie legate all'inquinamento atmosferico: allergie e disturbi respiratori, asma, ecc. da registrare nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) o in altri strumenti digitali già a disposizione.
► Gli Armatori e le Compagnie possono:
- considerata la stretta connessione tra il Porto e la Città di Genova, destinare a Genova navi di più recente costruzione, nell’ambito del processo di rinnovamento della flotta e di rapido avvio alla rottamazione dei navigli più obsoleti
- garantire il rispetto dell’obbligo, vigente dal 1° maggio 2025, di utilizzare gasolio a basso tenore di zolfo (0,1%) su tutte le navi della loro flotta, a seguito della decisione della Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) di dichiarare il Mediterraneo Area di Controllo Emissioni Zolfo (SECA)
► I Comandanti e i Piloti di traghetti e navi da crociera possono:
- effettuare le manovre senza inutili accelerazioni, che producono un sovrappiù di emissioni
- accendere i motori principali, prima della partenza, solo per la durata strettamente necessaria e spegnerli, all’arrivo, appena possibile
- mantenere efficienti i motori e i trattamenti dei fumi delle loro navi
► Le Sentinelle dei Fumi dal Porto, della Rete Associazioni di San Teodoro, possono:
- proseguire la sorveglianza fotografica sulle emissioni navali di fumi scuri di lunga durata, in collaborazione con la Capitaneria del Porto di Genova
- redigere e condividere bollettini giornalieri sulle navi che emettono fumi scuri
► La Rete di Monitoraggio Popolare di Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova può:
- mettere a disposizione la sua rete di monitoraggio in continuo di PM 10 e PM 2.5, per allertare la Capitaneria di Porto e l’ARPAL qualora venissero riscontrati picchi anomali da parte delle mini- centraline poste in corrispondenza di abitazioni presso le quali ci sia elevata probabilità di ricadute di emissioni navali (Via Dino Col, via Pagano Doria)
► Il Comune di Genova e la Regione Liguria possono:
- attivare tutti gli strumenti e le strutture di rispettiva competenza - dall’Osservatorio salute-ambiente del Comune alle varie agenzie [ASL, Alisa / Liguria salute, ARPAL] della Regione – orientandone le attività in vista di un concreto miglioramento della salute dei cittadini, nonché assumendo un ruolo di coordinamento di tutti i soggetti a cui viene proposto il presente patto.
Se i ‘portatori di interesse’ e le autorità competenti prenderanno ufficialmente atto della gravità del problema e si faranno carico di affrontarlo, secondo le rispettive responsabilità, potremo realizzare un nuovo ‘modello Genova’, con una convivenza proficua e salutare tra la città ed il suo porto.