Politica - 17 giugno 2025, 13:34

Dossier anti Salis, la politica in fermento: Bucci: “Massima fiducia nella giustizia”, opposizione all’attacco

L'inchiesta su un presunto piano per screditare l’allora candidata sindaca e oggi prima cittadina coinvolge l’ex assessore Gambino e il comandante della Polizia Locale Giurato. Mentre Pastorino (Lista Orlando) e Pirondini (M5S) chiedono chiarezza, il Presidente della Regione sceglie la linea del non commento sulle indagini

Dopo la perquisizione avvenuta questa mattina negli uffici del Comune di Genova e l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex assessore e ora consigliere comunale Sergio Gambino e del comandante della Polizia Locale Gianluca Giurato, arrivano le reazioni del mondo politico sul presunto scandalo dossieraggio ai danni della neo sindaca Silvia Salis durante la campagna elettorale.

"Quanto emerge in queste ore dalle indagini della Procura di Genova è inquietante. Un presunto dossieraggio costruito a tavolino, in piena campagna elettorale, per screditare Silvia Salis. Un fatto gravissimo che, se confermato, travalica ogni limite del confronto politico e mina le basi della nostra democrazia," dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della lista "Andrea Orlando Presidente" e rappresentante di Linea Condivisa.

Pastorino ribadisce il suo rispetto per lo Stato di diritto, ma non esita a esprimere la sua preoccupazione: "Credo profondamente nei principi dello Stato di diritto: chi è indagato ha diritto a difendersi e nessuno può essere condannato prima che la magistratura abbia svolto fino in fondo il suo lavoro. L’ho sostenuto in molte altre occasioni e lo ribadisco oggi ". Tuttavia, aggiunge due considerazioni cruciali: "La prima: la campagna elettorale di queste settimane a Genova è stata tra le più velenose a cui abbia mai assistito. Un’aggressività personale, quella rivolta contro Silvia Salis, che non ha precedenti, pur avendo partecipato e osservato decine di competizioni elettorali. La seconda: quando la politica smette di confrontarsi sui programmi e inizia a colpire sul piano personale, quando emergono strategie per demonizzare l’avversario anziché convincere le cittadine e i cittadini, si esce dal perimetro democratico. Questo non è più confronto: è sabotaggio del dibattito pubblico". 

Il consigliere solleva interrogativi pesanti: "Se tutto questo fosse vero, ci troveremmo di fronte non solo a reati ma a un uso distorto delle istituzioni, dei ruoli pubblici, persino della Polizia Locale ". Di qui l'urgenza di una riflessione: "Ecco perché, al di là degli esiti giudiziari, è urgente aprire una riflessione sui poteri che i politici esercitano e su come imparare a difenderci da chi abusa del proprio ruolo per fini personali o partitici ". Pastorino conclude con un auspicio, pur riconoscendo l'importanza dell'intervento giudiziario: "Mi auguro davvero che l’inchiesta si chiuda senza riscontri, per il bene della città e della politica. Ma intanto bene fa la magistratura a intervenire e a richiamarci a un principio semplice e inviolabile: la democrazia non si manipola. E non si infanga per vincere un’elezione". 

Anche Luca Pirondini del Movimento 5 Stelle rincara la dose: "Quanto sta emergendo in queste ore sulla campagna elettorale a Genova, riportato dal Fatto Quotidiano, è gravissimo e inquietante. Secondo la Procura, dietro la pubblicazione di un fatto di cronaca risalente a un anno prima e uscito solo a ridosso del voto per le comunali, ci sarebbe un disegno politico volto a colpire Silvia Salis. Ci sarebbe stata una vera e propria attività di dossieraggio, con atti secretati passati ai giornalisti da un comandante della Polizia municipale e un ruolo chiave giocato da un ex assessore di Fratelli d’Italia. Attendiamo ovviamente che la magistratura faccia piena luce, ma è chiaro che siamo di fronte ad accuse di una gravità estrema. Ci rivolgiamo a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia: non ritenete necessario prendere subito una posizione e adottare provvedimenti? Su un'accusa così pesante, Meloni non può tacere".

Interpellato sulla vicenda a margine del consiglio regionale, il Presidente della Regione Marco Bucci ha mantenuto una posizione di riserbo, ribadendo la sua fiducia nelle istituzioni giudiziarie. "In otto anni vi ho abituati al fatto che non commento mai nessuna attività giudiziaria. Ho la massima fiducia nella giustizia e continuerà ad avercela",  ha dichiarato Bucci.

“Non entro nel merito della vicenda giudiziaria e saranno i giudici a stabilire le responsabilità, ma è chiaro che questa situazione già allora mi aveva insospettito. Il verbale dell’incidente emerso chissà come durante la campagna elettorale, con l’immediato post di Gambino, poi corretto, mi era sembrato parte integrante di una campagna denigratoria nei confronti di Silvia Salis”. Così Francesca Ghio, consigliera comunale di AVS a Genova, “Non avendo argomenti e non potendo difendere il proprio operato, il centrodestra ha fatto ricorso a mezzucci, insulti e attacchi personali, che però gli si sono girati contro. I genovesi hanno capito che una politica seria non si affida a certe pratiche diffamatorie che nulla hanno a che vedere con il buon governo di una città. La loro macchina del fango ha fallito”.

In questione prende la parola anche Armando Sanna, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale della Liguria: "Quanto sta emergendo sul presunto dossieraggio ai danni di Silvia Salis durante la campagna elettorale è, se confermato, un fatto politicamente gravissimo. Pur nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, cui spetta accertare eventuali rilievi penali, ciò che emerge è una dinamica che va condannata con forza sul piano politico e istituzionale".

E ancora: "L’uso di informazioni personali e meccanismi opachi per screditare un avversario rappresenta uno scivolamento inquietante verso una politica che nulla ha a che fare con il confronto democratico. Chi ha promosso, tollerato o anche solo coperto metodi simili dovrà risponderne davanti ai cittadini, al di là delle eventuali responsabilità giudiziarie. Genova merita una politica alta, trasparente, rispettosa delle persone. I cittadini genovesi hanno già dato una risposta forte con il voto, premiando una figura come Silvia Salis, alla quale va tutta la mia solidarietà per i colpi bassi e gli attacchi subiti in campagna elettorale di cui ora pare si comprenda l'origine". 

"Da garantista, non entro nel merito dell’inchiesta, ma è necessario che venga fatta luce su ogni aspetto di questa vicenda. I cittadini hanno diritto alla verità, e la politica ha il dovere di fare chiarezza. Serve trasparenza ora, senza ambiguità o silenzi complici", conclude Sanna.

"La campagna elettorale per le ultime comunali non è stata mai stata così densa di colpi bassi, lontano dall'interesse della città, proprio da parte di chi la stava governando, per screditare Silvia Salis e la coalizione di centrosinistra. Quanto emerge in queste ore dalle indagini della procura di Genova è inquietante. Abbiamo massima fiducia nel lavoro che farà la magistratura. Il dossieraggio è un fatto gravissimo che, se confermato, va oltre ogni limite, è lontano dello sguardo di cui ha bisogno la città, che dovrà confrontarsi lealmente su ciò che serve di più a Genova e ai genovesi nell'interesse di tutta la comunità. È indispensabile fare chiarezza su questa vicenda. Ci saremmo aspettati prima di tutto una presa di distanza, oltre che una doverosa attestazione di solidarietà alla Sindaca Salis, da chi ha responsabilità di vertice politico, come l’attuale Presidente della Regione Bucci, che per ora si è limitato a una dichiarazione pilatesca, ma forse non ricorda che è stato per 7 anni a capo dell’amministrazione comunale che ha nominato l’ex Assessore alla Sicurezza Gambino e il Comandante della Polizia locale Giurato. Totale solidarietà alla Sindaca Silvia Salis e buon lavoro a tutta la sua squadra", affermano così i deputati del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo. 



 


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.