Il Difensore civico di Regione Liguria, Francesco Cozzi, ha partecipato, alla seduta della Commissione-Territorio Ambiente del Consiglio regionale, che ha visto un approfondimento sul progetto della galleria paramassi di Arenzano. Cozzi aveva già manifestato in passato perplessità sull’intervento, in particolare per il forte impatto ambientale sottolineando la necessità di un parere da parte della Soprintendenza.
Nella seduta di oggi, nella quale sono stati ascoltati anche alcuni rappresentanti di Anas, che è autore del progetto, il Difensore civico ha ribadito i dubbi già avanzati in passato e ha espresso ulteriori dubbi su altri aspetti: il progetto non tiene conto di un piano di mitigazione del rischio idraulico del vicino torrente Giano che, peraltro, era stato già sollecitato nella riunione, richiesta dallo stesso Cozzi, del 12 novembre scorso nella Prefettura di Genova e va garantita la sicurezza dal rischio di frane non solo per la sede stradale ma anche per la spiaggia sottostante.
“In quella riunione, a cui hanno partecipato tutti gli attori coinvolti nel progetto – ricorda Francesco Cozzi – il sindaco di Arenzano aveva posto come priorità l’eliminazione del rischio idraulico, grazie alla messa in sicurezza del torrente Giano, tuttavia questa fase del progetto non è stata ancora compiuta. È importante, inoltre, che gli interventi a difesa del versante, siano griglie paramassi oppure un muraglione o una cosiddetta ‘mantovana’, tutelino dal rischio di nuove frane non solo il sedime stradale ma anche la spiaggia”.
Nel corso dell’audizione odierna nella Commissione Territorio-Ambiente, il Difensore civico ha ribadito anche la necessità di rispettare i vincoli paesaggistici, attendendo il parere della Soprintendenza sul progetto esecutivo: “La dichiarazione di particolare interesse sotto il profilo paesaggistico costituisce una categoria di ‘interesse pubblico’ e, come tale, l'art.146 del Codice dei Beni culturali impone l'obbligo di ottenere la preventiva autorizzazione per interventi su aree di interesse paesaggistico e il silenzio-assenso, in questi casi, è stato escluso anche dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n.160 del 23 maggio 2021”.
“Occorre coniugare le esigenze di sicurezza, per quanto riguarda il rischio geologico di nuove frane, con quelle relative al rischio idraulico e all’impatto ambientale dell’intervento coinvolgendo tutti i soggetti coinvolti - conclude Cozzi - auspico che, nell’ambito di un maggiore coordinamento degli interventi e nella Conferenza dei Servizi, se sede competente, vi sia un ruolo importante dei tecnici della Regione per valutare priorità e adeguatezza degli interventi e dei progetti rispetto alla eliminazione e mitigazione dei rischi non solo della strada Aurelia ma, appunto, di tutto il sito”.