Un censimento prima della possibile rivoluzione. La nuova amministrazione comunale di Genova si guarda allo specchio e prova a mettere ordine in uno dei settori più critici per la vivibilità cittadina: la sosta. La Direzione Mobilità del Comune ha approvato il primo passo del nuovo Piano Urbano della Sosta: una ricognizione dettagliata dello stato attuale dei parcheggi. Non un piano definitivo, ma il punto di partenza per costruirlo. Una mappa tecnica che prova a rispondere alla domanda urbana più banale: dove e come si parcheggia?
85mila parcheggi, ma non bastano mai
Secondo il censimento aggiornato, Genova dispone oggi di circa 75 mila posti auto su strada e oltre 10.300 stalli in struttura o in aree chiuse a pagamento. Di questi, circa 34 mila sono stalli ‘bianchi’, cioè gratuiti. Altri 20 mila sono a pagamento, tra Blu Area, Isole Azzurre e gli stalli gestiti da Apcoa in piazza della Vittoria, mentre 4 mila sono riservati a categorie specifiche: persone con disabilità, taxi, car sharing, mezzi per la ricarica elettrica, operazioni di carico/scarico merci. E poi ancora 24 mila stalli per moto, equivalenti a circa 4.800 stalli auto, e 2.900 fermate bus (che in termini di superficie equivalgono a circa 8.700 stalli).
Una quantità imponente, eppure, largamente insufficiente. In città ci sono 267 mila auto immatricolate e 152 mila moto e 41% dei veicoli viene lasciato su strada anche durante la notte. È qui che il sistema si inceppa. Le strade si trasformano in parcheggi, e la lotta per lo stallo diventa quotidiana. Il Comune stima anche l’esistenza di almeno 3 mila stalli potenziali non tracciati, cioè spazi che potrebbero teoricamente essere regolamentati per la sosta, ma che oggi restano in una sorta di limbo. Nel frattempo, la sosta irregolare, come noto a qualunque genovese, continua a essere una pratica largamente diffusa.
Le strutture: 7 parcheggi su 10 sono a rotazione
Nel sottosuolo o dentro i piazzali recintati, Genova conta 54 strutture di parcheggio e 21 aree chiuse a raso, per un totale di 10.272 stalli. Di questi, il 68% è destinato alla sosta a rotazione, cioè per soste brevi o giornaliere. Il 22% è riservato agli abbonati, mentre solo il 10% svolge funzioni di interscambio con il trasporto pubblico locale.
Le strutture più grandi, tredici in tutto, con oltre 200 stalli ciascuna, concentrano quasi la metà dell’offerta totale, a conferma di un sistema polarizzato, ancora lontano da una distribuzione capillare e uniforme. Tariffe e abbonamenti variano sensibilmente: dal Park Vittoria (2,30 euro l’ora, 170 euro al mese) all’Autopark Piccapietra (2,50 euro l’ora, 25 euro giornaliero), dal parcheggio San Martino (2,20 euro/ora) al City Park di Piazza Dante (fino a 210 euro/mese). In alcuni casi esistono convenzioni per residenti: 50 euro al mese nelle strutture pubbliche gestite da Genova Parcheggi. Ma per molte famiglie genovesi restano cifre difficili da sostenere.
Dove parcheggiano i genovesi (e dove no)
La geografia della sosta riflette quella delle disuguaglianze urbane. Il 78% degli stalli in struttura o area chiusa si concentra nei municipi centrali: Centro Est (38%), Centro Ovest (16%) e Medio Levante (24%). Dove l’offerta è più scarsa, nelle delegazioni collinari o periferiche, la pressione sulla sosta su strada aumenta, spesso senza soluzioni strutturate. Qui resistono i grandi piazzali gratuiti: sono 21, per un totale di 3.576 stalli, spesso concessi dalle Ferrovie in comodato gratuito (a Voltri, Pontedecimo, Pra’, Quinto), oppure frutto di riqualificazioni recenti (Piastra Genova Est, Resasco, Fegino). Anche in questo caso, però, si tratta di zone spesso lontane dai nodi della mobilità.
I 33.758 stalli bianchi rilevati sono distribuiti lungo tutto il territorio comunale, ma con una progressiva erosione verso il centro, dove la Blu Area ha sostituito quasi ovunque la sosta gratuita. Il Comune stima che, una volta corrette le imprecisioni dovute all’analisi da immagini aeree, il numero possa salire a 35 mila. Ma l’equilibrio tra stalli blu e bianchi resta tema controverso, tanto da essere stato oggetto di un pronunciamento del TAR che impone un’integrazione degli spazi gratuiti nelle zone semicentrali.
Il nodo Porto Antico: parcheggi pieni nei weekend, vuoti nei feriali
Un focus specifico è dedicato alla zona del Porto Antico, uno dei pochi ambiti cittadini in cui la domanda di sosta varia radicalmente tra giorni feriali e weekend. In quell’area, tra autosilo, Marina, Calata Gadda, Mercanzia, Acquario, si contano oltre 1.100 stalli, di cui circa 700 gestiti da Porto Antico Spa. Il documento segnala un basso tasso di utilizzo feriale, che contrasta con la scarsità di spazi nel vicino centro storico. Una possibile strategia, non ancora formalizzata, potrebbe prevedere l’estensione dell’uso di questi parcheggi ai residenti, almeno in alcune fasce orarie o con formule agevolate.
Smart Parking e City Logistics: il futuro sotto osservazione
Nel tentativo di rendere la sosta più intelligente e meno ansiogena, il Comune ha avviato con Movyon (gruppo ASPI) lo sviluppo del progetto Smart Parking. L’obiettivo è ambizioso: monitorare in tempo reale l’occupazione degli stalli tramite sensori e telecamere, mostrare i posti liberi su pannelli a messaggio variabile, e integrare tutto in una app per utenti. Il sistema riguarderà inizialmente i parcheggi in struttura o area chiusa, ma è prevista anche una mappatura dinamica degli spazi su strada.
In parallelo, prende corpo il progetto City Logistics, centrato sulla gestione degli 889 stalli merci, di cui 277 nell’area bersaglio tra centro storico e vie commerciali principali. L’idea è raccogliere i dati di consegna in tempo reale, per pianificare meglio le soste dei veicoli commerciali e minimizzare l’impatto sul traffico urbano. Anche in questo caso, il cambiamento sarà misurato sulla capacità di passare dalle intenzioni ai dispositivi, dalla teoria al marciapiede.
Una fotografia utile, ma serve una regia
Il documento approvato non cambia nulla, almeno per ora. Non toglie né aggiunge stalli, ma disegna una mappa aggiornata e dettagliata, utile per chiunque voglia pianificare davvero una mobilità urbana più sostenibile e accessibile. È il punto di partenza per la ‘fase to be’ del Piano Urbano della Sosta, che dovrà affrontare il nodo della distribuzione territoriale, della compatibilità economica e dell’integrazione con il trasporto pubblico.
Nel frattempo, i genovesi continueranno a cercare parcheggio come ogni giorno. Con un occhio ai cartelli, un altro agli stalli blu, e spesso, ancora, una ruota sul marciapiede o in mezzo alla strada.