Attualità - 07 luglio 2025, 08:00

“Nessuno merita un luogo così”: la denuncia della madre di Alessandro Fontana sul degrado e l'incuria del cimitero Cabona a Rivarolo

“Rifiuti, tombe divelte e sporcizia ovunque”: così afferma Franca Bolognini, la mamma del ragazzo diciottenne travolto da un tir nel 2014 tra via Giotto e via Borzoli. “In quel cimitero ho mio figlio, ucciso da una città incapace di garantire sicurezza in un crocevia pieno di studenti alle 13 del pomeriggio del 2 dicembre 2014”

Foto Facebook Franca Bolognini

Nessuno merita un luogo così, nessuno”: così scrive sui social Franca Bolognini, la mamma di Alessandro Fontana, il ragazzo travolto da un tir il 2 dicembre 2014 all’uscita da scuola tra via Giotto e via Borzoli, a Sestri Ponente. Il suo appello parte dal cimitero Cabona, a Rivarolo, dove riposa il figlio. E dove, a distanza di mesi, la situazione resta “pietosa”.

Bolognini ha scattato alcune fotografie il primo marzo e il marito è tornato sul posto il 27 maggio: "Era tutto uguale: sacchi con resti di casse e ossa trattati come rifiuti speciali, erba altissima piena di insetti e persino bisce, transenne ovunque - scrive -. In presenza di degrado, la vecchia gestione comunale anziché riparare, transennava. Persino il sagrario dei partigiani è transennato per un’infiltrazione”.

La descrizione è impietosa: tombe storiche divelte e coperte a malapena da teli, piante morte abbandonate, sporcizia ovunque. “A chi dice che certi comuni marchigiani come Urbania o Fermignano hanno cimiteri trascurati, dico: andate a vedere cos’è il vero degrado”.

Ma il dolore più grande resta quello che si intreccia al passato: “In quel cimitero ho mio figlio, ucciso da una città incapace di garantire sicurezza in un crocevia pieno di studenti alle 13 del pomeriggio. Aiutatemi a fare qualcosa per ridare un minimo di dignità a quel posto”.

La tragedia di Alessandro

Il 2 dicembre 2014 Alessandro usciva da scuola poco dopo mezzogiorno. Doveva tornare a casa, come ogni giorno. Ma il destino ha voluto che un camion, con una sporgenza, agganciasse lo zaino del giovane mentre attraversava via Borzoli. Trascinato sotto le ruote del mezzo pesante, Alessandro è morto sotto gli occhi dei compagni, dei soccorritori e, poco dopo, dei suoi stessi genitori, accorsi sul posto.

Foto Facebook Franca Bolognini

Foto Facebook Franca Bolognini

Foto Facebook Franca Bolognini