Politica - 07 luglio 2025, 13:30

Galliera a gestione pubblica, arriva l’ok bipartisan in commissione: “Coesione da parte di tutte le forze”

Il Pd: “Garantita la natura dell’ospedale”, Pastorino (Linea Condivisa): “Finalmente un elemento di chiarezza e trasparenza”

Nuovo passo avanti per il disegno di legge n. 73 che mette mano alla legge regionale 41 del 2006 per modificare, in buona sostanza, la governance dell’ospedale Galliera.
Prima del passaggio di domani in consiglio regionale, questa mattina la seconda commissione ‘Salute e Sicurezza sociale’ ha analizzato il testo nel quale si ribadisce la natura pubblica dell’ente eliminando i riferimenti al precedente regime “convenzionale” tra Regione e ospedale.

Il passaggio chiave è quello che affida alla Giunta regionale la nomina del Direttore Generale dell’ente, sentito il Consiglio di amministrazione, centralizzando così una funzione che finora era gestita in modo più autonomo.
Viene inoltre inserito lo Statuto del Galliera tra gli atti sottoposti a controllo regionale e viene esteso all’ente anche il controllo contabile da parte della Regione. Un cambio di rotta che mira anche a una programmazione economica integrata nell’intero sistema sanitario ligure.
La nuova legge prevede che il direttore venga nominato entro il 31 dicembre 2025 e che lo Statuto dell’ente venga adeguato entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento.

Sul piano finanziario, l’intervento rientra nella programmazione regionale già prevista nel bilancio 2025–2027, con uno stanziamento superiore ai 105 milioni di euro per l’anno in corso e 200 milioni annui per il biennio successivo.
L’obiettivo è quello di chiudere una fase storica in cui il Galliera ha mantenuto uno status ibrido, sospeso tra l’identità di ente assistenziale e quella di struttura integrata nel servizio sanitario regionale. Una riforma che, almeno nelle intenzioni della Giunta, dovrebbe allineare governance e controlli dell’ente con quelli delle altre realtà pubbliche, consolidando il ruolo della Regione nella gestione del sistema sanitario ligure.
Al termine della discussione, il documento ha incassato l’ok da parte di maggioranza e opposizione, aprendo così all’unanimità attesa per domani in consiglio regionale.

Il presidente della seconda commissione, Marco Fascatore (Orgoglio Liguria), ha sottolineato la “coesione da parte di tutte le forze politiche” e parla di “un provvedimento necessario per vari motivi, primo fra tutti la trasformazione del Galliera in una struttura pubblica con l’obiettivo di migliorare la fruizione da parte dei cittadini e definire meglio l’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario, una governance più forte sulle aziende sanitarie e su tutti gli enti che ne fanno parte”.
Era necessario e interverrà anche sugli enti di controllo anche con una migliore gestione delle risorse economiche e dei costi - aggiunge Frascatore - il Galliera rimane nella disponibilità pubblica e si aumenterà il servizio che deve essere garantito. Tra le novità principali anche la nomina del direttore generale che sarà di competenza della giunta, dopo il parere del cda”.
D’obbligo, quindi, chiedersi se sulle agende regionali ci sia già un nome per il ruolo di direttore generale del Galliera. “Al momento ci sono delle valutazioni in corso - risponde Frascatore - la Regione si troverà pronta per redense efficiente il nuovo provvedimento”.

Questo risultato è fondamentale per garantire la natura pubblica dell’ospedale e permettergli di proseguire nel suo lavoro di presidio sanitario territoriale senza nessuna riduzione del servizio - così commentano dal gruppo regionale del Partito Democratico - in questi mesi abbiamo lavorato costantemente per garantire che l’Ospedale Galliera ricevesse i fondi necessari per il suo funzionamento. Siamo orgogliosi di aver contribuito a scongiurare il rischio di chiusura di alcuni reparti qualora non fosse stata confermata la natura pubblica dell’ospedale. Continueremo a lavorare per garantire che la sanità pubblica sia sempre al servizio dei cittadini. Questo sarà un passo fondamentale per assicurare la stabilità finanziaria dell'ospedale e permettergli di proseguire nel suo lavoro di presidio sanitario territoriale. Siamo convinti che questo risultato sia un importante passo avanti per la comunità genovese. L'Ospedale Galliera è un presidio sanitario fondamentale per il territorio e noi ci impegniamo a garantire che continui a funzionare al meglio delle sue possibilità”.

Il testo approvato introduce finalmente un elemento di chiarezza e trasparenza: l’inserimento dello stato dell’Ente Ospedaliero Galliera tra gli atti soggetti a controllo regionale - aggiunge Gianni Pastorino (Linea Condivisa - Lista Orlando) - un passo importante, che tutta l’opposizione ha sostenuto con convinzione, perché riafferma la natura pubblica del Galliera, ospedale strategico per la tenuta del servizio sanitario non solo nella città di Genova, ma in tutta la Liguria. Da tempo denuncio le difficoltà dell’Ente, a partire dalla vicenda del payback farmaceutico, e per questo non ho avuto esitazioni nel sostenere questo provvedimento”.
Pastorino è stato l’unico tra i consiglieri presenti in commissione a sottolineare la sua preoccupazione per le ipotesi in merito alla sostituzione dell’oncologo De Censi, apparentemente senza passare da un concorso pubblico. “Oggi su un quotidiano è apparso un articolo che anticipa interventi nel reparto di neurochirurgia del Galliera e annuncia, per ottobre, la sostituzione del professor De Censi, in pensionamento, con un oncologo proveniente dall’Università - ha detto in merito Pastorino - una nomina che, stando a quanto scritto, avverrebbe senza alcun concorso pubblico. Non ci sono dichiarazioni ufficiali nell’articolo, né conferme, ma ho apprezzato che oggi in Commissione anche l’assessore Nicolò abbia espresso dubbi sulla vicenda. L’ho detto chiaramente in commissione: non possiamo accettare che mentre si parla di trasparenza e rilancio del servizio pubblico, si consumino nel frattempo operazioni decise non si sa da chi, né con quali criteri. Spero che quelle notizie si rivelino infondate, ma è bene essere chiari: le sostituzioni senza concorso sono inaccettabili e creano frizioni evidenti tra percorsi universitari e carriere ospedaliere. Servono trasparenza, selezioni pubbliche e una netta distinzione tra ruoli e funzioni. La sanità pubblica non può essere gestita come un gioco delle tre carte”.


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