Sport - 09 luglio 2025, 17:43

“Ciao Luca, ti voglio bene”: Roberto Mancini ricorda Gianluca Vialli nel giorno del suo compleanno

L’abbraccio dopo il trionfo azzurro all'Europeo, la citazione di Aristotele e le note degli 883: il ct dell’Arabia Saudita omaggia sui social l’amico scomparso. Vialli avrebbe compiuto oggi 61 anni

“Ciao Luca, tanti auguri di buon compleanno, ti voglio bene”.

Nel giorno del sessantunesimo compleanno di Gianluca Vialli, a ricordarlo con parole cariche di affetto è Roberto Mancini, suo storico compagno di squadra alla Sampdoria, ma soprattutto amico fraterno, con cui ha condiviso l’avventura sulla panchina azzurra e il trionfo agli Europei 2020 (disputati nel 2021).

Mister Mancini ha voluto affidare il ricordo dell’amico ai social condividendo l’emozionante scatto che li ritrae abbracciati a bordo campo, al triplice fischio dell’arbitro che ha sancito la vittoria italiana.

Insieme, i gemelli del gol avevano fatto sognare anche sulla panchina della nazionale, scrivendo una pagina importante della storia del calcio.

Mancini ha citato anche Aristotele: “L’amicizia è una sola anima che abita in due corpi, un cuore che batte in due anime”.

Parole che sono sintesi perfetta di un legame profondo tra i due, una fratellanza che non si è mai limitata solo allo sport.

Valori che in tanti hanno riconosciuto ai due e non sono mancati i commenti di tanti tifosi; “L’abbraccio più bello della storia del calcio e non solo”, ha commentato un utente; un altro gli fa eco: “Siete stati e sarete per sempre uno degli esempi più belli per spiegare cosa sia la vera amicizia”. Ancora, c’è chi scrive: “Al di là delle bandiere loro fanno parte della storia del calcio italiano”.

Nelle sue Instagram stories, Mancini ha poi condiviso una foto d’epoca in cui lui e Vialli sono ritratti in campo con le divise da giocatori, accompagnata dalle note di È la dura legge del gol degli 883, un altro tocco nostalgico e affettuoso.

Gianluca Vialli è scomparso il 5 gennaio 2023 a soli 58 anni, dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas diagnosticato nel 2017. Si è spento al Royal Hospital di Londra, circondato dall’affetto dei suoi cari e del mondo del calcio, che non ha mai smesso di volergli bene. Oggi, nel giorno in cui avrebbe spento 61 candeline, il suo ricordo è più vivo che mai.

I.R.


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