La crisi finanziaria di Amt continua a scuotere la politica genovese. Movimento 5 Stelle e Partito Democratico hanno preso posizione lanciando un duro attacco alle passate amministrazioni di centrodestra guidate da Bucci e Picciocchi, accusate di aver trascinato l’azienda dei trasporti pubblici cittadini verso il baratro.
“Su AMT, è allarme per i sintomi di una crisi d’impresa. Siamo a un punto di non ritorno? Auspichiamo si possa rimediare ed è chiaro che lavoreremo per farlo responsabilmente per salvare il trasporto pubblico locale. Ai Piciocchi e ai Bucci, che fino a pochi mesi fa hanno mentito ai cittadini dicendo che andava tutto bene e che la politica tariffaria stava ‘funzionando molto bene’, replichiamo che a dire l’esatto contrario è il Collegio sindacale di AMT, che infatti ha chiesto al CdA provvedimenti urgenti per la situazione finanziaria”, dichiarano i pentastellati genovesi.
Il M5S punta il dito sui dati economici dell’azienda, parlando di “forte contrazione nei ricavi da ticketing; decine di milioni di euro di crediti da multe non riscossi, contenziosi aperti – come quello con Trenitalia – che aggravano l’esposizione finanziaria, e pesanti ritardi nella chiusura del bilancio 2024. Anche i giornali di oggi parlano di perdite milionarie”.
Il capogruppo comunale Marco Mesmaeker accusa inoltre l’ex giunta di non aver mai sviluppato un vero piano strategico per il trasporto pubblico: “Non è stato realizzato un solo metro di corsia preferenziale per i bus. Il progetto dei ‘4 assi di forza’, annunciato come risolutivo, è in ritardo di quasi due anni e non è mai decollato. Di fronte al fallimento, la destra ha tentato di coprire le lacune puntando tutto sullo SkyMetro, un’opera costosa e scollegata dai bisogni della città”.
Per il M5S, la soluzione passa da una strategia radicalmente diversa: “In tutta Europa sono i tram a ricucire il rapporto tra città e mobilità pubblica. A Genova invece si sono prodotti sprechi inseguendo modelli sbagliati. Non accetteremo che a pagare le macerie lasciate dalla destra siano ancora una volta i lavoratori e i cittadini. Servono infrastrutture, corsie preferenziali vere, un piano moderno e sostenibile”, spiegano il capogruppo regionale Stefano Giordano, il referente regionale Roberto Traversi e il senatore Luca Pirondini.
Il Movimento annuncia infine di voler lavorare con la sindaca Salis per “risollevare le sorti di AMT, mettendo al centro le sfide ambientali e sociali dei prossimi anni e l’Agenda 2030 e 2050, dove il TPL è strategico per lo sviluppo urbano e la coesione sociale”.
Anche il Partito Democratico si schiera accanto all’Amministrazione comunale: “Il quadro che emerge sulla situazione di Amt è sempre più preoccupante e conferma che le parole di questi anni pronunciate da Bucci e Piciocchi erano totalmente prive di fondamento” sostengono Simone D’Angelo, segretario del Pd di Genova e Consigliere Regionale, e Martina Caputo, capogruppo del partito in Comune.
“I conti di Amt oggi non sono ‘in salute e in regola’ come sottolineava con fastidio l’allora Vicesindaco Piciocchi ad aprile di fronte alle rimostranze del Partito Democratico, ma sono in una condizione di profonda crisi. E la prima causa è rappresentata dalle scelte scellerate di questi anni, in cui Amt ha visto trasformare il suo oggetto sociale, da azienda di trasporto pubblico per tutti a strumento di consenso politico per qualcuno”.
Per il Pd la priorità ora è quella di tutelare l’Amt, partendo proprio da lavoratori e lavoratrici senza però fornire un servizio scadente alla città.
La promessa, dunque, è quella di rimanere accanto alla Giunta in questo momento: “Saremo al fianco della Giunta Salis in questo difficile percorso. Sia in Consiglio Regionale, dove chiederemo alla Giunta Bucci un impegno reale e concreto a sostegno dell’azienda e dei lavoratori e delle lavoratrici di Amt. Sia in Consiglio Comunale, dove chiederemo l’urgente convocazione di una commissione che faccia chiarezza su quanto accaduto e che dia evidenza di quanto ci sarà da fare, prevedendo sin da subito il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Ora è il momento della serietà e della trasparenza. Per questo chiediamo alla Sindaca Salis un urgente cambio dei vertici aziendali. Sarebbe inspiegabile che a guidare una fase di complesso risanamento, sia chi ha portato l’azienda sull’orlo del fallimento, facendo finta di nulla fino ad un attimo prima”.