Il futuro dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano e l’ipotesi di realizzazione di un forno elettrico restano appesi a un punto interrogativo. Domenica 20 luglio si è svolta una riunione convocata dalla sindaca Silvia Salis per fare il punto all’interno della coalizione di maggioranza e, durante l’incontro, al quale era presente anche il presidente del municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo, è stata messa in evidenza l’impossibilità, ad oggi, di assumere una posizione definitiva, a causa dell’assenza di elementi chiari da parte del governo.
Non risulta infatti pervenuta alcuna indicazione formale sulle coperture economiche, sulle ricadute occupazionali ed elementi concreti anche in termini di progettualità, dopo le interlocuzioni tra Comune e Governo, in particolare con il ministro Urso, che di fatto, quindi, non hanno finora prodotto risposte risolutive. Altri aggiornamenti sono attesi entro la fine del mese, anche a seguito dei prossimi incontri previsti a Taranto e a livello regionale.
L'assemblea pubblica per mercoledì 23 luglio
Nel frattempo, il tema torna a mobilitare il quartiere: mercoledì 23 luglio alle ore 17, presso il centro civico di viale Narisano, recentemente intitolato a Leila Maiocco, si terrà una prima assemblea pubblica, promossa da Patrizia Avagnina e dal gruppo Le Donne di Cornigliano. L’incontro servirà ad aprire un confronto aperto sulla prospettiva del forno elettrico e sulle sue possibili implicazioni ambientali, sanitarie e industriali.
La lettera dei cittadini
Proprio ieri, diversi cittadini e cittadine del quartiere hanno diffuso una lettera aperta per ribadire le proprie preoccupazioni. L’intervento punta a rilanciare l’allarme sulla salute pubblica e a chiedere trasparenza e coinvolgimento diretto della popolazione in ogni fase del processo decisionale.
L'appello delle Donne di Cornigliano rivolto a Salis: "Non firmi l’accordo"
Un accorato appello alla sindaca di Genova, Silvia Salis, perché non sottoscriva l’intesa con il governo sulla ripartenza della siderurgia a caldo con un forno elettrico nell’area ex Ilva di Cornigliano. A rivolgerglielo sono le “Donne di Cornigliano”, per voce della presidente Patrizia Avagnina, che ha scritto una lettera indirizzata alla prima cittadina chiedendole di non compiere scelte affrettate in vista dell’incontro previsto domani a Roma con il ministro delle Imprese Adolfo Urso.
“È su di Lei – scrive Avagnina – che ricade il peso di una decisione estremamente delicata, che molti componenti del Consiglio comunale, anche all’interno della sua maggioranza, conoscono bene. Le mezze verità o le mezze bugie, come le si voglia chiamare, servono altri interessi che non sono quelli della salute, dell’ambiente o del lavoro. Ma chi vive a Cornigliano sa bene che le cose non stanno così. Qui si respira, ci si ammala, e purtroppo qualcuno non c’è più. ‘Area ad alto rischio ambientale e sanitario’ non è uno slogan, ma una realtà che tutti conoscono”.
Avagnina chiede alla sindaca di prendersi del tempo per riflettere, prima di firmare qualsiasi intesa: “Le chiediamo di fermarsi, di valutare con attenzione tutti gli scenari possibili, coinvolgendo cittadini, forze politiche, realtà sociali. È una scelta che non può essere calata dall’alto”.
La lettera prosegue con un richiamo alla memoria e all’esperienza vissuta nel quartiere: “A Cornigliano ci sono voluti anni per ottenere il riconoscimento del rischio sanitario e ambientale, supportato da studi e dati epidemiologici. Non siamo stati i colpevoli, ma le vittime. La salute non è negoziabile, prima o poi la vita presenta il conto, e qui lo abbiamo imparato sulla nostra pelle”.
Infine, l’invito a Salis è anche personale e politico: “Durante la sua campagna elettorale ha parlato di partecipazione, di democrazia condivisa. Ora è il momento di dimostrarlo. Mercoledì 23 luglio alle 17 ci sarà un’assemblea pubblica al centro civico di viale Narisano. Se può, sarebbe importante averla con noi, per raccontarci com’è andata e per ascoltare il quartiere. È già domani, Sindaca. Ci dimostri che le sue parole erano vere”.