Attualità - 13 agosto 2025, 08:00

Sestri e Cavi non conoscono crisi: il nostro viaggio tra lettini pieni e bagni affollati

I gestori puntano sui servizi per differenziarsi: "Chi sceglie il privato lo fa per la qualità: costi in linea con l'offerta". E per due lettini e un ombrellone, i prezzi si aggirano intorno ai cinquanta euro

In queste settimane, servizi e titoli nazionali hanno raccontato un’estate difficile per il turismo balneare italiano, tra caro lettini, presenze in calo e spiagge private semivuote. Ma a Sestri Levante e Cavi di Lavagna, cuore del levante genovese, la situazione appare molto diversa. Qui, a Sestri, pur in un contesto di oltre il 60% di spiagge libere, gli stabilimenti privati restano molto frequentati, con un avvio di stagione giudicato positivo dai gestori e un agosto che procede a ritmo intenso.

"Le persone vogliono dei servizi", spiega Franco Repetto, proprietario dello stabilimento Celeste al Mare e dell’hotel Celeste. "In questo momento la spiaggia è piena, i turisti ci sono ed è la settimana iconica. Giugno è stato storico, con tanto caldo e bel tempo, lavorando tantissimo. Poi luglio ci ha bruciato il weekend causa condizioni meteorologiche, con un impatto di circa il 3% su tutta la stagione estiva. I nostri dati sono come l’anno scorso: le quotazioni stagionali sono rimaste uguali, mentre per i giornalieri abbiamo aumentato di un euro, in base ai costi della vita. Contiamo di chiudere la stagione come nel 2024. Oggi la clientela va a cercare negli stabilimenti balneari o in spiagge libere attrezzate e succede questo perché le persone vogliono servizi. A Sestri abbiamo zone libere, ma sono usate in maniera minimale rispetto al resto". 

Repetto sottolinea anche un aspetto normativo: "C’è una mala informazione che non fornisce correttamente dettagli sul futuro delle aste previste dalla direttiva Bolkestein. Oggi abbiamo un patrimonio di qualità, fatto di servizi e di balneari che lavorano da una vita, ma ad oggi non sono tutelati da questa norma. Crediamo sia pericoloso: nelle mani di grosse società, la tendenza è quella di lucrare, con esempi vicini a noi dove i prezzi sono triplicati". 

Benedetta Riccomini, dei Bagni Liguria in viale Rimembranza, struttura gestita dalla sua famiglia dal 1948, racconta: "La settimana di Ferragosto le persone ci sono, ma non fa testo perché è periodo di ferie. La stagione è partita bene, il tempo è stato dalla nostra parte, ma a luglio il meteo ha provocato una flessione rispetto all’anno scorso. La clientela c’è, il passaggio c’è, i nostri clienti tornano e siamo contente anche noi di come sta andando. Ho notato più stranieri rispetto all’anno scorso: il turismo sta cambiando, probabilmente anche grazie a quanto Sestri Levante si sta spendendo all’estero". 

Sui prezzi, Riccomini osserva: "La spiaggia privata ha pregi e difetti: il costo c’è perché ci sono dei servizi. La cosa importante è dare servizi di qualità che giustifichino i costi, ma ci sono anche costi invisibili, dalla pulizia alla manutenzione di cui ci occupiamo anche d’inverno. Poi c’è il personale, che è un costo importante. È aumentato tutto in generale: siamo anche noi consumatori e sappiamo che tante persone hanno stipendi fermi da troppo tempo, e questo è critico. Ma qui c’è scelta: oltre il 60% sono spiagge libere, mentre noi siamo più strutturati e, di conseguenza, più costosi. La spiaggia la dividiamo in due blocchi, con tariffe che vanno dai 47 ai 52 euro, o il pomeriggio a mezza giornata. Agosto è un bel mese e abbiamo una buona prospettiva fino a fine mese, se il tempo regge"

A Cavi di Lavagna, Stefano, proprietario dei Bagni Aurelia, traccia un bilancio simile: "A giugno abbiamo chiuso in crescita grazie al meteo favorevole, al contrario degli ultimi anni: possiamo parlare di un buon incremento. Luglio, invece, ha avuto presenze simili agli anni scorsi, ma meno lavoro a causa del maltempo, con quattro weekend rovinati e, in più, l’onda lunga e il mare mosso che hanno ridotto la spiaggia. Agosto è iniziato tranquillo ma ora sta andando molto bene: queste due settimane centrali sono piene di gente, guardando le prenotazioni. Non siamo al 100%, ma non lo siamo mai". 

Sul tema del caro lettini, Stefano è netto: "Non lo riscontriamo. Riteniamo di avere prezzi giusti e coerenti con i servizi che offriamo. Prima di giudicare bisogna guardare cosa viene offerto: abbiamo ristorazione, bar, vasca idromassaggio, piscina, parco giochi per bimbi, zone picnic, distanza tra gli ombrelloni e dimensioni superiori alla media. Qui ombrellone e due lettini sono intorno ai 49 euro. Forse siamo un po’ costosi, ma non cari. Quello che mi dà fastidio è che sembra che i balneari siano il problema dell’Italia: in montagna, con tutto il rispetto per i colleghi, non è che i prezzi siano bassi, ma nessuno dice niente. Il mio obiettivo è che il cliente vada via soddisfatto e contento, magari consapevole di aver speso un po’ di più, ma felice".