Attualità - 17 agosto 2025, 17:13

Massimo Morini: “Baudo mi ha cambiato la vita, anche grazie a lui i Buio Pesto hanno avuto successo”

Il musicista ricorda l’incontro con Pippo Baudo, l’esordio a Sanremo da direttore d’orchestra e il talento unico del conduttore nello scoprire nuovi artisti

Ero giovanissimo, avevo 27 anni, e grazie a Pippo Baudo diventai il più giovane direttore d’orchestra della storia del Festival. Quel record l’ho mantenuto per quindici anni. Lui si assunse una grande responsabilità, ma dopo un breve colloquio decise di darmi fiducia. E da lì tutto cambiò: i giornali titolavano 'il fenomeno di Bogliasco', il direttore più giovane di tutti i tempi. Senza quella occasione, la mia carriera, e di riflesso quella dei Buio Pesto, non sarebbe mai decollata così”. A raccontare, con un po’ di nostalgia, gli anni dell’incontro con il signore della televisione italiana, scomparso la scorsa notte, è Massimo Morini, leader del gruppo Buio Pesto, produttore, direttore tecnico e direttore d’orchestra del Festival di Sanremo per decine di artisti, dal 1991 fino a oggi.

La sua prima esperienza sul palco del Teatro Ariston fu segnata anche da un episodio drammatico e indimenticabile per i telespettatori: il tentativo di suicidio in diretta tv. “Era subito dopo la mia direzione. Baudo, con il suo solito sarcasmo, mi disse: ‘Per un attimo ho pensato che la canzone fosse così brutta da spingere qualcuno a buttarsi’. Ma quella vicenda portò anche un effetto inatteso: gli ascolti balzarono da sette a diciassette milioni in pochi minuti. Un esordio col botto”.

Grazie alla visibilità ottenuta, nel giugno successivo i Buio Pesto pubblicarono il loro primo album, Belinlandia. “Avevo già lavorato con Battisti e con Baglioni, ma nessuno se n’era accorto. Invece, dopo Sanremo, feci tutte le tv, tutte le interviste. L’attenzione mediatica era tale che lanciare il nostro progetto musicale fu molto più semplice. Posso dire che indirettamente Baudo è stato la causa della mia seconda carriera, quella con i Buio Pesto”.

Morini sottolinea quello che per lui era il vero talento del conduttore siciliano: un fiuto raro, quasi profetico: “Guardava una persona negli occhi e capiva se poteva funzionare. Non era solo professionalità, era un dono. Lo stesso dono che hanno avuto pochi altri, come Claudio Cecchetto o Carlo Conti. E infatti tanti grandi artisti, da Laura Pausini a Patty Pravo, sono passati da lui”.

Un ricordo speciale riguarda il caso di Alina, giovanissima cantante che Baudo volle al Festival nel 2003, nonostante le resistenze: “Aveva dodici anni, ma la voce di un’adulta. Tutti dicevano: 'È troppo piccola'. Lui invece fu categorico: 'Se canta così, deve partecipare. È il festival della canzone, non dell’età'. Arrivammo secondi dietro a Dolcenera, che quell’anno ebbe un successo incredibile. Ma ancora una volta Baudo dimostrò coraggio e visione”.

L’ultima volta che Morini incontrò il grande conduttore fu nel 2018, quando Claudio Baglioni lo invitò a Sanremo. “Ci salutammo dietro le quinte, scherzammo come sempre, mi toccò la pancia facendo battute sul fatto che amassi mangiare. Poi ci facemmo una foto insieme, l’unica che abbiamo”.

Oggi, alla notizia della sua scomparsa, Morini ripensa al passato: “Io mi considero un figlio artistico di Pippo Baudo. È stato il più grande talent scout della televisione italiana”.