Politica - 19 agosto 2025, 15:06

Fondo Sociale Europeo, la Commissione Europea promuove la Liguria: certificati tutti i fondi investiti

Approvata la chiusura della programmazione 2014-2020: oltre trecentoquarantasette milioni di euro spesi, quasi sei mila progetti e duecentocinquantaquattro mila beneficiari. L'assessore alla Programmazione FSE Scajola: "Stiamo diventando un modello a livello italiano"

La Commissione Europea ha approvato la chiusura del Programma Operativo Regionale FSE (Fondo Sociale Europeo) 2014-2020 della Regione Liguria, certificando il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti, per un investimento complessivo di oltre 347 milioni di euro.
Nel settennio di programmazione sono stati finanziati 5.978 progetti, che hanno coinvolto complessivamente 254 mila beneficiari, di cui il 57% donne, il 23% giovani under 29 e il 12% persone con disabilità.

"Questo risultato è il frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto Regione, enti locali, organismi formativi e parti sociali – spiega l’assessore regionale alla Programmazione FSE Marco Scajola –. Abbiamo saputo investire ogni euro disponibile per rafforzare l’occupazione, sostenere la formazione e promuovere l’inclusione, adattandoci con prontezza alle sfide, compresa quella particolarmente complessa rappresentata dalla pandemia Covid 19. Stiamo diventando un modello a livello italiano per l'utilizzo delle straordinarie risorse FSE. Questa certificazione da parte dell’Europa è una conferma del buon lavoro svolto e uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione nell'attuale programmazione in corso 2021-2027".

L’asse occupazione ha assorbito circa 127,5 milioni di euro, destinati a corsi di formazione per disoccupati, con tassi di occupazione post-corso fino al 70% per la formazione medio-lunga, incentivi alle assunzioni e servizi di politica attiva del lavoro.

Per l’istruzione e formazione professionale triennale, la Regione ha investito 121 milioni di euro, offrendo 36 percorsi strutturati sulle esigenze del territorio e delle aziende. In questa voce rientrano anche i corsi ITS, che hanno registrato esiti occupazionali medi superiori all’80%, la formazione continua e permanente per lavoratori occupati, le borse di dottorato e i master post-laurea.

Le politiche di inclusione sociale hanno beneficiato di oltre 76,5 milioni di euro, finanziando interventi di conciliazione vita-lavoro, voucher per servizi, azioni di contrasto alla crisi pandemica, alcune delle quali sono state riproposte come buone pratiche nella programmazione attuale e percorsi di formazione e lavoro dedicati alle categorie a rischio di esclusione sociale.

Le uniche spese di matrice nazionale inserite sono legate alla misura SAFE, che ha consentito di erogare 7,5 milioni di euro di sconti sulle bollette elettriche a famiglie in difficoltà economica.

Redazione


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