Cultura e spettacoli - 29 agosto 2025, 08:00

Alla scoperta dei Rolli - Palazzo Agostino Calvi Saluzzo

Nato dalla fusione di alcuni edifici medievali della zona, questo palazzo fu la dimora di due dogi della Repubblica, Gerolamo e Gian Giacomo Veneroso, e fu per questo che nel Seicento venne aggiunto alla prestigiosa lista dei palazzi destinati a personalità di alto rango

Si conclude oggi ‘Alla scoperta dei Rolli’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle caratteristiche principali della nostra città, che è valsa anni fa il riconoscimento Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Si tratta del sistema dei Palazzi dei Rolli: edifici che sono vere e proprie perle del centro storico e non solo. Vi accompagneremo dentro con i nostri racconti, ve li faremo scoprire con le fotografie, vi illustreremo aneddoti e curiosità. Sempre per amore di Genova e delle nostre eccellenze. Buon viaggio insieme a noi!

Quasi inosservato, in via Canneto il lungo, precisamente al civico 21, si trova Palazzo Agostino Calvi Saluzzo, un edificio testimone diretto del passato e della cultura della Repubblica di Genova.

Il palazzo nasce nel XVI secolo dalla fusione e trasformazione di alcuni edifici medievali originariamente appartenenti alla famiglia Maruffo, poi acquisiti nel corso degli anni da altre famiglie importanti, come i Saluzzo. Dal 1544 la proprietà è documentata ai Saluzzo, che la mantennero fino al 1653, quando passò a Gio Bernardo Veneroso, in seguito a una vendita fallimentare.

Nel ‘600 il palazzo divenne dimora anche di due dogi della Repubblica di Genova, Gerolamo Veneroso e Gian Giacomo Veneroso, e per questo fu inserito nel prestigioso elenco dei Palazzi dei Rolli, destinati ad ospitare personalità di alto rango durante le visite di Stato.

L’edificio presenta elementi architettonici che testimoniano la sua origine medievale, ancora visibili lungo via Canneto il Lungo e vico Veneroso. Nel corso dei secoli fu oggetto di ristrutturazioni e ampliamenti, in particolare intorno al 1840 quando i Raggio aggiunsero una sopraelevazione che lo trasformò da residenza nobiliare in palazzo signorile suddiviso in appartamenti.

L’atrio si caratterizza per la presenza di un grande scalone voltato che si apre sul cavedio retrostante. Questo spazio elegante è arricchito da portali in ardesia con busti marmorei dai tratti classici, che ritornano anche nelle varie porte interne.

Alcuni affreschi del XVI secolo, realizzati da artisti lombardi e genovesi, sono visibili sulla facciata che si affaccia su Vico del Fumo. Queste decorazioni sono testimoni della fertilità culturale e delle connessioni tra Genova e il Ducato di Milano nel Rinascimento.

La villa ha vissuto alti e bassi nel tempo, con danni e restauri, ma continua a rappresentare un’eredità importante che connette il passato della Repubblica con la Genova moderna.