Gli studenti del collettivo Cambiare rotta hanno avviato un presidio permanente davanti al rettorato dell’Università di Genova, in segno di sostegno alla missione Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza. Alcune delle navi della flottiglia, partite proprio da Genova, trasportano aiuti raccolti grazie alla generosità dei cittadini, e la mobilitazione studentesca vuole richiamare l’attenzione sull’impegno civile e solidale che la città sta portando avanti.
"In seguito alla seconda notte di bombardamenti effettuati dai droni sulle navi della flotta - si legge in una nota degli studenti -, l'urgenza è più che mai lampante. Dopo l'oceanico corteo del 30/08 a Genova, decine di studenti e studentesse hanno dato inizio a un presidio permanente al rettorato di UniGe in via Balbi 5. In solidarietà alla Global Sumud Flotilla tornano le tende ormai simbolo delle mobilitazioni studentesche. Le oltre 40 imbarcazioni e centinaia di tonnellate di aiuti umanitari stanno salpando verso Gaza e devono arrivare a destinazione".
Dai portuali di Genova "è nata una promessa che anche dall'Università vogliamo rinnovare: se succede qualcosa alla Flotilla c'è un equipaggio di terra determinato a bloccare tutto, dai porti alle università. Sarà sciopero generale in tutto il Paese! Il viaggio della Flotilla è una sfida a Israele e al progetto sionista e come studenti non possiamo che supportare dai nostri atenei questa importante missione umanitaria e condannare lo stato di Israele", proseguono gli studenti di Cambiare rotta.
"È una sfida però anche al governo italiano, da troppo tempo complice di Israele attraverso legami diretti e strumenti come la formazione e la ricerca. Non siamo più disposti a tollerare il terrorismo di Israele e la sua completa impunità e vogliamo la rottura immediata di ogni rapporto politico, economico, militare, accademico", aggiungono.
"Vogliamo giustizia per ogni palestinese ucciso - chiariscono -, per ogni bambino morto di fame, per ogni medico e giornalista assassinato. Israele deve essere isolato, boicottato, sanzionato. Genocidio, pulizia etnica, occupazione e apartheid devono finire ora. Se giovani, studenti, lavoratori di ogni settore uniscono le forze, possiamo bloccare davvero il Paese e mettere alle strette ogni forma di complicità".
Due giorni fa una nave della Flotilla è stata attaccata da un drone israeliano e "questo evento non fermerà né i compagni in viaggio né noi, l'equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla. Come studenti ci uniamo ai lavoratori dei porti e ad altri settori operai che sono già pronti e stanno preparando lo sciopero generale con l'Unione Sindacale di Base. Se bloccano la Flotilla blocchiamo tutto", concludono.