Attualità - 11 settembre 2025, 20:27

Sucu: “Con il Genoa prima i quaranta punti, poi sky is the limit”. A Palazzo della Borsa il calcio come ponte tra Italia e Romania

Nel convegno con istituzioni e imprese, il patron rossoblù racconta la sua storia imprenditoriale e il legame con la Romania. Terrile: “Genova può ritrovare centralità internazionale”. Lombardi: “L’acquisizione porterà nuovi turisti”

Con il Genoa l’obiettivo è fare al più presto i quaranta punti, poi sky is the limit”

Questo il desiderio di Dan Șucu, nuovo proprietario del club rossoblù, che ha sintetizzato la sua visione durante l’incontro “Genoa e il Calcio. Un nuovo ponte tra le economie di Italia e Romania”, nella Sala della Grida di Palazzo della Borsa.

Numerosa la presenza di Regione Liguria, Comune di Genova, Confindustria, Camera di Commercio e rappresentanti diplomatici per l’incontro - convegno che ha messo al centro i rapporti imprenditoriali tra Italia e Romania, raccontando le influenze che i rispettivi paesi esercitano.

Il patron romeno, emozionato ma deciso, ha raccontato la sua esperienza di imprenditore e le ragioni che lo hanno spinto ad affiancare il calcio al suo percorso professionale.

È un grande onore, un grande piacere per me essere qui e parlare avanti a voi” ha esordito Șucu prima di ringraziare le istituzioni e non solo.

Il patron rossoblu ha voluto raccontare come ha conosciuto il Genoa: “Devo ringraziare un mio amico da oltre trent’anni, genoano, Gianni Villabruna, che si è occupato della centrale nucleare rumena e che per anni fornirà il 20% del fabbisogno di energia della Romania. Questo per noi in Romania significa Genoa”.

Da qui l’idea: "Se un genoano può fare così tanto per la mia Romania, perché un imprenditore rumeno non può fare qualcosa per il Genoa e per Genova?".

Șucu ha respinto l’immagine di un Paese arretrato: “Era forse trent’anni fa. Adesso, negli ultimi 20, l’economia si è sviluppata quattro volte, arrivando vicino a 500 miliardi, circa il 20% di quella italiana. Il miracolo economico della Romania è vero: è il Paese europeo che si è sviluppato di più negli ultimi 20 anni, dopo l’Irlanda”.

Nel suo discorso, il patron ha ricordato i milioni di rumeni emigrati e integrati all’estero, “più di un milione solo in Italia”, e ha raccontato la sua parabola: "Ho cominciato 32 anni fa con quattro dipendenti e un piccolo negozio. In quattro anni eravamo 3.000. Siamo diventati il più grande produttore ed esportatore di mobili della Romania, senza mai lavorare con soldi pubblici. Dopo siamo entrati anche nel real estate, oggi il nostro giro d’affari è enorme. In questo mondo la cosa più difficile è restare semplici”.

Poi il passaggio al calcio, con il Rapid Bucarest: "Tre anni fa ho investito nel Rapid, il club più vecchio di Bucarest. Veniva dal fallimento, senza risorse. Ho fatto un aumento di capitale e ora è una delle prime squadre di Romania. Non sono ancora felice: vogliamo le coppe europee. Ma ho capito che una squadra piccola non può fare grandi performance senza unione. Per questo, quando mi è stata proposta la possibilità di investire nel Genoa, non ho esitato: ho deciso in tre, quattro giorni. Sono estremamente felice di averlo fatto”.

Șucu non ha nascosto l’emozione per il calore dei tifosi rossoblù, in particolare “il grande seguito visto a Moena durante il ritiro”. Un segnale che, dice, conferma la bontà della sua scelta: “Prima i 40 punti, poi sky is the limit”.

Al convegno, in rappresentanza del Comune di Genova, è intervenuto il vicesindaco Alessandro Terrile che ha ricordato le origini internazionali del Genoa, fondato nel 1893 da inglesi in un momento in cui la città “aveva riconquistato una centralità internazionale a seguito dell’apertura del canale di Suez”. Terrile ha sottolineato: “L’auspicio è che Genova possa ritrovare una sua centralità internazionale. Questa nuova proprietà del Genoa può essere certamente un punto di partenza per rafforzare le relazioni con la Romania. Credo che non debba essere sprecata”.

L’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi ha invece messo in evidenza le ricadute economiche: “Il fatto che una società di calcio prestigiosa come il Genoa sia stata acquistata da un imprenditore romeno servirà da traino per portare altri turisti in Liguria. Nel 2024 i visitatori romeni sono stati 166.000, con oltre 16.000 pernottamenti in più rispetto all’anno precedente. Puntiamo alla destagionalizzazione, a un turismo esperienziale e sostenibile. Questa acquisizione non è solo un investimento sportivo, ma una chiara espressione di fiducia nell’economia italiana”.