“Non possiamo definire la qualità di vita se uno non è sicuro di poter risolvere i propri problemi. A me è successo proprio recentemente, un anno e tre mesi fa, di avere un grande problema di sanità, che poi mi hanno risolto. L’altro giorno ho fatto la Pet e sono pulito completamente”.
Così il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, intervenuto ieri sera a Liguria d’Autore, la rassegna promossa da Vis Factor a Rapallo.
Nel suo intervento, il governatore ha raccontato la propria esperienza personale tornando a sottolineare l’importanza della sanità pubblica e le sfide che è chiamata ad affrontare.
“Apparentemente non c’è più niente, speriamo che duri. Quindi, la sanità serve, serve tantissimo”, ha raccontato Bucci, rivelando pubblicamente di essere stato colpito da una malattia oncologica da cui oggi risulta guarito.
Un episodio che Bucci lega al ruolo decisivo dei servizi sanitari: “La sanità è assolutamente importante per il cittadino ed è importante per stabilire proprio la qualità di dove uno vive: stiamo impostando una riforma completa di come avviene la sanità in Liguria, perché vogliamo fare sì che ci siano più risorse vicino al malato. E io vorrei dire più risorse vicino al cittadino: perché il cittadino, anche se non è malato, ha bisogno lo stesso della sanità, quando fa i controlli, quando fa la prevenzione, quando fa tutte le cose in maniera proattiva. Quindi vogliamo che ci siano più risorse vicino al cittadino quando si deve occupare di sanità”.
Il governatore ha riconosciuto le criticità delle liste d’attesa, ma ha anche rivendicato i progressi raggiunti negli ultimi mesi: “Il discorso delle liste d’attesa è assolutamente critico e importante: non si può pensare che non si possa accedere alla sanità in maniera veloce. La cosa migliore che abbiamo fatto in questi otto mesi è lavorare sulle richieste B, da fare entro dieci giorni: quando siamo arrivati noi, il 60% di queste richieste andava in lista d’attesa, se ne soddisfano soltanto il 40%. Oggi noi possiamo dire che siamo arrivati al 9,5%, ovverosia soltanto 9,5% va in lista d’attesa, tutto il resto è soddisfatto”.
Un cambio di passo percepito anche dai cittadini: “Da quando mi sono insediato, ho ricevuto due o tre e-mail al giorno di gente che si lamentava dicendo, ‘ma perché devo aspettare sei mesi’, ‘ma perché devo aspettare tre mesi’, ‘ma perché non mi fanno questa cosa qui’. Allora, questo 9% ancora continua a scrivermi. Però, sono due o tre mesi che comincio a ricevere mail da persone che dicono, ‘ma com’è possibile? In due o tre giorni ho prenotato, mi hanno fatto tutto e sono a posto’. Quindi - conclude Bucci - la cosa sta cambiando”.
Intanto, ieri è stato presentato il nuovo progetto ‘La sanità più vicina, più facile, più pronta’, i primi passi della riforma della sanità. Il fulcro ruota attorno a due parole: territorio e prevenzione.
Tra le prime iniziative annunciate dal presidente e dall’assessore alla Sanità regionale Massimo Nicolò, ci sono ospedali di comunità, case di comunità e potenziamento del 116117, numero dedicato alle emergenze non gravi. Una riforma che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire maggiore prossimità e un minore accesso inappropriato al pronto soccorso.