Si riaccende la polemica dopo le dichiarazioni del consigliere Claudio Chiarotti. Ad attaccarlo è la capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi, che torna sul caso delle scuse presentate in Aula e ritenute sufficienti dalla sindaca Silvia Salis.
"Le dichiarazioni rilasciate oggi alla stampa dal consigliere Chiarotti - afferma Bianchi - spiegano chiaramente che le scuse fatte, a partire da quelle in Aula, non erano “sentite”, ma solo una via d’uscita. O peggio, erano strumentali".
Bianchi ricorda di aver riportato quanto scritto sui proiettili che hanno ucciso Kirk, sottolineando come "non si possa parlare di fantomatico dileggio di Bella ciao, ma ammettere che su quei proiettili c’erano messaggi inquietanti e che Kirk è stato ucciso per motivi politici".
La capogruppo di FdI aggiunge: "Non è la prima volta che vengo accusata di fascismo da Chiarotti, che ha persino aggiunto il reato di vilipendio alla Resistenza per aver collegato due fatti di cronaca noti a tutti. Se a livello personale ho accettato le scuse, continuo a credere che sia necessaria una più profonda riflessione a livello politico".
Bianchi chiama quindi in causa direttamente il Partito democratico: "Il Pd non può nascondersi dietro al silenzio: ha la maggioranza in Comune, esprime il vicesindaco, che alcuni quotidiani indicano malignamente come il vero sindaco di Genova, e ha la maggioranza in Giunta. Ha quindi il dovere, anche morale, di porre subito un freno a questo clima d’odio generato da un suo rappresentante".
E conclude: "È gravissimo e vergognoso quello che ha detto Chiarotti e ancora più vergognoso il silenzio del suo partito e del campo largo. Questo giustificazionismo non lo accetto, perché alimenta l’odio ideologico che poi si esprime nelle forme più disparate. Il Pd e la sinistra smettano di giustificare “i compagni che sbagliano” e si assumano le proprie responsabilità".