/ Sanità

Sanità | 19 settembre 2025, 11:06

Calano le liste d’attesa, salgono i costi: nel conto della sanità ligure un possibile disavanzo sopra i duecento milioni

La Regione prova a chiudere in pari entro la fine dell’anno e chiede una mano a Roma

Calano le liste d’attesa, salgono i costi: nel conto della sanità ligure un possibile disavanzo sopra i duecento milioni

I conti della sanità in Liguria tornano sotto la lente d’ingrandimento e, nell’anno in corso, si stanno assestando su un disavanzo che, nelle ultime proiezioni, oscilla sopra i 200 milioni di euro e guarda da vicino la soglia dei 250. Alcune entrate attese potrebbero limare il dato finale, riportandolo appena sotto quota 200, ma la traiettoria resta complicata.

Il nodo non è solo aritmetico. In più aziende sanitarie l’aumento di prestazioni per ridurre le liste d’attesa ha gonfiato straordinari e gettoni, facendo saltare i tetti di budget indicati dall’assessorato. Il paradosso di un sistema che produce di più per recuperare ritardi, con un costo del lavoro accessorio che cresce più in fretta dei ricavi.

Il consuntivo vero arriverà nel 2026, quando i bilanci 2025 verranno chiusi e inviati a Roma. Se i numeri non torneranno, toccherà alla Regione coprire il rosso con risorse proprie, con il consueto bivio: trovare margini interni o mettere mano alla leva fiscale. Dodici mesi fa la Liguria partiva da un meno 230 milioni e riuscì a chiudere in equilibrio grazie a risparmi delle Asl e a un cuscinetto regionale. Quest’anno quel margine appare più sottile, sotto i 50 milioni, e da piazza De Ferrari è partito l’invito a rinviare le spese non urgenti.

Sul fronte nazionale è iniziato il confronto sul riparto del Fondo sanitario 2025. La Liguria conta su un incremento intorno all’1,3% e sul riconoscimento del peso dell’invecchiamento demografico, fattore che continua a far lievitare i costi. L’obiettivo politico-amministrativo è strappare almeno 50 milioni in più rispetto allo scorso anno, quando sul territorio erano arrivati circa 3,4 miliardi.

Nel frattempo l’assessorato alla Sanità monitora i conti settimana dopo settimana insieme alla struttura tecnica del Dipartimento, convinto di poter evitare un consuntivo in rosso. Ma la pressione sulle aziende si sente: i sindacati segnalano rallentamenti nei concorsi e nelle assunzioni proprio nei reparti dove le carenze sono più evidenti, possibile effetto della necessità di tenere i cordoni della borsa più stretti.

Da qui a dicembre il copione è scritto, tra spending review mirata, trattativa a Roma, scelte sulle priorità operative. L’obiettivo di chiudere in pareggio resta sul tavolo, ma si giocherà sui dettagli: quanti fondi in più dal riparto, quanta spesa si riuscirà a spostare in avanti, quanta produzione aggiuntiva sarà sostenibile senza riaprire la forbice dei costi.

Pietro Zampedroni

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium