Attualità - 21 settembre 2025, 15:38

Ultima Messa per i Frati Minori Conventuali alla parrocchia di Sant’Antonio di Boccadasse, Mons Tasca: “Siamo portati a ripensarci e rinnovarci”

Si chiude una storia lunga centotrentuno anni. Padre Giuseppe Bigolaro: “Grazie perché siete qui, perché siete stati qui e perché sarete qui”

L'ultima messa alla parrocchia di Boccadasse

Dopo 131 anni è arrivata ai titoli di coda la storia dei Frati Minori Conventuali che da oggi lasciano la parrocchia di Sant’Antonio di Boccadasse.
L’ultima Messa di questa mattina ha sancito la fine di una storia ultrasecolare ed è stata presieduta dall’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca.

Siamo portati a ripensarci e a rinnovarci - ha detto monsignor Tasca - questa comunità continuerà a esserci”. Durante la Messa anche il saluto di padre Giuseppe Bigolaro: “Grazie perché siete qui, perché siete stati qui e perché sarete qui”. Lascia Boccadasse anche padre Luigi Cerea, vicario parrocchiale.
Evidente il sentimento di smarrimento da parte dei fedeli che, da oggi, vedranno la parrocchia affidata a monsignor Gianfranco Calabrese, vicario episcopale per l’annuncio del Vangelo e la Missionarietà, affiancato da un altro sacerdote per le celebrazioni e da un diacono.

La chiesa di Sant’Antonio è profondamente intrecciata con la storia di Boccadasse. Nata agli inizi del Settecento come cappella voluta dai pescatori del borgo, divenne nel 1745 sede della confraternita dedicata al santo di Padova e nel 1787 venne riconosciuta come chiesa. Nel 1827, grazie alle donazioni degli abitanti e del capitano Francesco Dodero, si aggiunse il campanile. Nei secoli successivi l’edificio fu più volte restaurato e ampliato: nel 1906 con un ingrandimento sostanziale, nel 1937 con il rifacimento del tetto e della volta, decorata dal pittore Romolo Pergola, e ancora negli anni Sessanta, con lavori durati oltre dieci anni.
Fu l’arcivescovo Tommaso Reggio ad affidare la parrocchia ai Frati Minori Conventuali nel giorno di Pasqua del 1894. Tra le opere custodite all’interno si trovano dipinti, sculture di Francesco Storace e Antonio Canepa e un crocifisso processionale di Luigi Gichero.

Redazione