La data segnata sul calendario è quella del prossimo fine settimana, venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 ottobre quando Palazzo Ducale tornerà a essere la cornice del Book Pride, la Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente che quest’anno giunge alla sua nona edizione.
Un appuntamento speciale per la città che accoglie la manifestazione letteraria dando vita a una vera e propria comunità di pensiero.
Centocinquanta incontri con autori e autrici italiane e non solo, per suscitare un dialogo che dai libri ha la sua origine ma che abbraccia dialoghi attorno a un tema che ma come in questo periodo storico è attuale: “Danzare sull’orlo del mondo”.
Un titolo che sembra raccontare la fragilità del presente e al tempo stesso la forza della cultura come bussola.
Lo sottolinea Sara Armella, presiente di Palazzo Ducale: “Parlando di cultura, è gusto che ci sia il giusto approccio, la giusta consapevolezza del momento che stiamo vivendo. La cultura, però, può essere un grande aiuto in questo senso, può darci una percezione di una dimensione più ampia, anche di un tempo più lungo e di un approfondimento di tutto i fenomeni he stanno accadendo in questo periodo, assolutamente indispensabile per comprendere la realtà”.
“La cultura è una bussa per orientarsi in un mondo che sta perdendo tutti i punti di riferimento - ribadisce la presidente di Palazzo Ducale - Saranno tre giornate molto intense, piene di eventi e di contaminazioni. Mi piacerebbe che queste giornate uscissero dal nucleo e che Palazzo Ducale vivesse di libri tutto l’anno”.
Una prospettiva che nei prossimi mesi sembra destinata a prendere forma, come annuncia la stessa Armella: “La nostra idea è quella di mettere in atto anche una riflessione costante sui libri e la possibilità di affacciarsi tramite Palazzo Ducale alla contemporaneità, alle novità che si stanno discutendo. Stiamo ragionando di creare un lunedì del libro che sia destinato a dare costante ascolto all'editoria indipendente e non solo, ad autori e autrici che hanno moltissimo da dire, a partire magari dalla Liguria. Ci piacerebbe riattivare anche il teatrino del Palazzo Ducale che è uno spazio di riflessione, di storia, di arte insostituibile”.
Per il Salone del Libro di Torino, che organizza la rassegna insieme al Comune di Genova e alla Regione Liguria, Book Pride è un investimento nel futuro dell’editoria. “Sostenere piccoli e medi editori è oggi più che mai fondamentale”, ha ribadito il presidente Silvio Viale, richiamando le difficoltà di un settore che deve confrontarsi con nuove modalità di fruizione dei contenuti, tra digitale, podcast e social.
“Le dinamiche di accesso ai contenuti - prosegue Viale - sono cambiate negli anni. Pensiamo alla rivoluzione digitale, che in alcuni casi è anche una versione positiva e penso ai podcast, per esempio. Sicuramente i piccoli e medi editori, che sono quell’editoria che bada molto al contenuto, che fa un prodotto studiato, ragionato, deve riuscire rapidamente ad adeguarsi al mercato e non è così semplice. Per questo bisogna sostenerli, aiutarli, sono una ricchezza di questo paese e ne rappresentano proprio la ‘bibliodiversità’”.
Il programma di quest’anno alterna nomi di rilievo mondiale - da David Quammen a Valeria Luiselli, da Guðrún Eva Mínervudóttir a Éric Reinhardt - a momenti pensati per la città, con incontri dedicati a figure come Leila Maiocco e ai racconti dei portuali genovesi. “Genova non è solo cornice, ma protagonista - ha spiegato Francesca Mancini, che con Ilaria Crotti e Valentina Mancinelli ha curato la nona edizione -: intorno alle sue voci e alle sue storie ruoteranno ospiti e riflessioni”.
Non mancheranno le novità, come Mancini evidenzia: “Ci saranno lezioni tenute da scrittori e scrittrici italiane come quella di Veronica Raimo che parlerà di Ursula Le Guin che dà il titolo a questa edizione. Ancora Giulia Caminito racconterà le voci di alcune grandi donne della letteratura che sono state a lungo nascoste al grande pubblico”.
Proprio a Leila Maiocco, femminista e attivista scomparsa poco più di un anno fa, sarà dedicata un’importate tavola rotonda coordinata da Silvia Neonato: “Parleremo del suo attivismo, parleremo del suo femminismo, parleremo delle sue lotte sindacali e lo faremo insieme a tantissime voci che l'hanno conosciuta e che hanno incrociato il suo cammino” conclude Mancini.
Genova diventa perno del programma abbracciando così le voci dei suoi figli e figlie più illustri, dando il via a una propagazione che raggiunge tutta l’Italia e non solo.
L’esempio più calzante è la presenza di Valeria Luiselli, massima scrittrice messicana in questo momento. Lo racconta Francesco Morgando, project Manager di Book Pride: “Siamo molto felici della sua presenza. Luiselli sarà in dialogo con Annalena Benini, direttrice del Salone del Libro di Torino. Sarà un ponte con questo nuovo corso. Con lei parleremo di frontiere, della situazione del Messico e degli Stati Uniti, ma anche dei suoi libri e della letteratura. Valeria Luiselli è la vincitrice del premio Mondello Internazionale di quest’anno che viene assegnato da un giudice monocratico. In questo caso è stata Donatella Di Pietrantonio a scegliere l’autrice”.
“Genova è una città che legge, che ama i libri e li chiede sempre di più”, ha ricordato la consigliera comunale e presidente della IV commissione Cultura del Comune Donatella Alfonso, sottolineando come Book Pride si sia ormai consolidato come appuntamento atteso e identitario, capace di intercettare lettori di tutte le età.
Alfonso prosegue: “Book Pride è un bellissimo appuntamento. Per il Comune di Genova sicuramente è un momento importante per avviare nuove collaborazioni. Quello che mi fa molto piacere è lo sguardo attento all'editoria indipendente. L'editoria indipendente è quella fuori dalle major, quella che fa difficoltà, è importante e il Comune sicuramente continuerà a sostenere questo tipo di attività anche in futuro magari con molte nuove idee”.
E così Genova, porto e frontiera, si conferma luogo di incontro e di dialogo, dove la letteratura non si limita a raccontare il mondo ma invita a immaginarne uno diverso. Perché danzare sull’orlo del mondo, soprattutto oggi, significa affidarsi ai libri come compagni di viaggio che sanno trasformare le fragilità in possibilità.