Eventi - 01 ottobre 2025, 13:48

Genova celebra l’Ottocento: cinque mostre raccontano arte, collezioni e musei del XIX secolo

Oltre trecento le opere tra dipinti, sculture, documenti e fotografie svelano il ruolo della città come crocevia culturale e artistico nell’Italia dell’Ottocento

Proseguono gli eventi legati a Genova e l’800, il filo conduttore delle attività culturali cittadine per il 2025. Ottocento svelato. Racconti di collezioni e musei nella Genova del XIX secolo è un progetto espositivo di rilievo nazionale, ideato e coordinato da Leo Lecci e Francesca Serrati per il Comune di Genova, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria e l’Università di Genova.

Cinque sedi espositive, cinque percorsi distinti ma complementari, per presentare oltre 300 opere tra dipinti, sculture, documenti, fotografie, incisioni e materiali d’archivio provenienti da musei, gallerie e collezioni private italiane. Il progetto unisce valorizzazione del patrimonio cittadino, rinnovamento museografico e ricerca accademica, restituendo centralità a un secolo di trasformazioni artistiche, sociali e culturali.

"Con Ottocento svelato, Genova conferma la propria vocazione di città d’arte e cultura, capace di mettere in dialogo ricerca e divulgazione, patrimonio e innovazione. Un’occasione imperdibile per il pubblico di scoprire opere spesso inedite provenienti da istituzioni italiane e straniere", sottolinea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari.

Secondo Leo Lecci, coordinatore del progetto, "queste cinque mostre offrono un’opportunità eccezionale per comprendere le dinamiche artistiche del XIX secolo e il ruolo di Genova come centro di collezionismo e sede di importanti istituzioni artistiche, frequentate da artisti provenienti da tutta Italia". 

PALAZZO NICOLOSIO LOMELLINO

10 ottobre 2025 – 1° febbraio 2026

53 opere di Plinio Nomellini e artisti contemporanei, in larga parte provenienti da archivi e collezioni private di Emilia, Toscana e Liguria, quali Archivio Baboni di Coreggio, Archivio Nomellini di Firenze, Camera di Commercio di Genova, Fondazione Novaro ETS di Genova.

La mostra racconta del periodo genovese di Plinio Nomellini (Livorno 1866 - Firenze 1946), l’allievo più̀ promettente di Giovanni Fattori destinato ad avere un ruolo fondamentale nella nascita del divisionismo e del simbolismo. Un’accurata selezione di opere di Nomellini e di artisti a lui contemporanei, insieme a documenti dell’epoca, sono chiamati a delineare l’affresco di una Genova di fine secolo, crogiuolo della cultura moderna, tra fermenti sociali, sviluppo industriale, trasformazioni urbanistiche.

L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo e al sostegno di Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio Genova, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Agenzia Regionale per la Promozione Turistica “In Liguria", Fondazione Carige, Fondazione Passadore 1888, Costa Edutainment, Grimaldi Group, Saar Depositi Portuali, Ventura, Villa Montallegro, Ciaccio Arte, Cambi.

MUSEO DIOCESANO DI GENOVA

20 novembre 2025 – 23 febbraio 2026

Quasi oliva speciosa in campis rappresenta la Madonna con bambino e fu eseguita per la chiesa di Santa Maria della Cella in Sampierdarena da Nicolò Barabino (1832-1891). Il dipinto fu presentato all’esposizione nazionale di Venezia del 1887 dove fu acquistato dalla regina Margherita di Savoia e collocato prima al Castello di Racconigi e poi nella camera da letto della sovrana nella Villa Reale di Monza. La mostra documenta come, grazie alla sua eccezionale capacità di rappresentare un prototipo colto e classicheggiante in maniera immediata e accattivante, l’immagine dell’opera fu da subito oggetto di una divulgazione straordinaria.

ACCADEMIA LIGUSTICA BELLE ARTI

11 dicembre 2025 – 29 marzo 2026

50 ritratti pittorici e altrettanti fotografici, busti in marmo, bronzo e terracotta, inclusi inediti assoluti come il ritratto di Riccardo Haupt, protagonista del rinnovamento urbanistico della città.

Nel corso del secolo dalle aule dell’Accademia Ligustica - insediatasi dal 1831 nel monumentale edificio progettato da Carlo Barabino sull'antica piazza di San Domenico, accanto al teatro dell’opera - uscirono i principali protagonisti delle vicende artistiche e culturali della città: architetti, pittori, scultori, scenografi, decoratori, impegnati nella definizione del nuovo volto della città ottocentesca (da Carlo Barabino a Michele Canzio, da Santo Varni, ad Alfredo D’Andrade).

A partire dalla collezione di ritratti e autoritratti di artisti conservati in museo, la mostra propone una panoramica sui volti di questi protagonisti; dipinti, busti in marmo, terracotta, bronzo e numerosi ritratti fotografici di artisti e intellettuali – molti dei quali inediti – restituiscono un’identità ai più eminenti personaggi del secolo.

GALLERIA D’ARTE MODERNA E MUSEO RACCOLTE FRUGONE

19 dicembre 2025 – 29 marzo 2026

Oltre 100 opere, di cui metà provenienti dai depositi della GAM e rimaste a lungo invisibili, metà concesse da prestigiose istituzioni come Palazzo Pitti di Firenze, GAM Milano, Galleria Ricci Oddi di Piacenza, Università di Torino. Un’occasione unica per rivedere a Genova opere che vi furono esposte nell’Ottocento e mai più tornate in città.

La mostra alla GAM si articola in più percorsi: la storia delle principali collezioni ottocentesche genovesi; i più importanti generi del collezionismo ottocentesco; il ruolo della Promotrice genovese nella costituzione delle raccolte cittadine. L'esposizione presenta oltre 100 opere, provenienti per metà da prestigiosi musei e collezioni private – tra cui GAM di Milano, Palazzo Pitti di Firenze, Galleria Ricci Oddi di Piacenza – e per metà dai depositi della GAM di Genova, riportate alla luce dopo anni di invisibilità. L'iniziativa si inserisce in un più ampio programma di riallestimento delle sale e di rinnovamento del percorso espositivo, volto a integrare opere mai esposte o raramente visibili con capolavori già noti, in un dialogo che mette in prospettiva il ruolo di Genova nel contesto nazionale e internazionale del XIX secolo.

Le collezioni delle Raccolte Frugone, importante esempio internazionale di collezionismo privato dedicato all’arte dell’Ottocento e del primo Novecento, pur non subendo significative modifiche nel loro allestimento, rientreranno nel percorso della mostra al fine di una loro piena valorizzazione. Accoglieranno, però, alcuni capolavori esposti a Genova nell’Ottocento e ora in collezioni extraregionali (tra questi la famosa Femmedi Giacomo Grosso proveniente da Palazzo Mazzetti di Asti) in dialogo con i suoi ormai celebri capolavori.

PALAZZO ROSSO

20 dicembre 2025 – 29 marzo 2026

Circa 600 documenti, bozzetti, manifesti e materiali originali di Pipein Gamba, arricchiti da prestiti da collezioni private genovesi, dalla Biblioteca Berio, dalla Biblioteca Universitaria e dal Centro Apice di Milano.

Attraverso l’inedito materiale dell’archivio Giuseppe Garuti (in arte Pipein Gamba), la mostra ricostruisce aspetti salienti della vita genovese alla fine dell’Ottocento, quando Garuti, giovane illustratore modenese, si trasferisce in città. Dalla sua abitazione di Galleria Mazzini si dipana una rete di conoscenze e relazioni che, mentre rivela usi e costumi di una città dinamica (dove non mancano feste a tema, serate a teatro, corse in omnibus), racconta del mestiere di scenografo e illustratore, impegnato a collaborare con le stamperie genovesi come la tipo-litografia Armanino Anton Donath (l’editore di Emilio Salgari), con i maggiori periodici illustrati come “Il Caffaro” o “Il Successo” e con i teatri locali quali il Politeama o il Carlo Felice

Le cinque mostre sono state realizzate con la supervisione di un comitato scientifico interdisciplinare, composto da storici dell'arte, conservatori, funzionari della Soprintendenza, docenti universitari ed esperti di museografia. L'approccio è quello di una mostra di ricerca e divulgazione, che non si limita a presentare un insieme di capolavori, ma intende collocare ciascuna opera all'interno di un discorso storico-critico aggiornato, capace di fare emergere interrelazioni, influenze e processi culturali.

Molte opere arrivano a Genova per la prima volta, altre tornano visibili dopo decenni di permanenza nei depositi. Decisivo, in questo senso, è stato il contributo dei numerosi collezionisti privati e delle istituzioni museali che hanno concesso prestiti di altissimo valore.

Questo imponente insieme di opere e materiali non si limita a presentare capolavori isolati, ma propone un affresco corale, in grado di far emergere il ruolo di Genova come crocevia culturale dell’Ottocento e nodo di dialogo con i maggiori centri nazionali ed europei, restituendo alla memoria collettiva un patrimonio prezioso e, al tempo stesso, sperimentando nuove modalità di valorizzazione che pongano in dialogo ricerca, conservazione e innovazione espositiva.

Redazione