Sta raggiungendo in questi minuti piazza De Ferrari il lungo corteo che questa mattina si è mosso dal Terminal Traghetti e ha attraversato tutta la città in occasione dello sciopero generale indetto da Cgil e Usb.
Una manifestazione che ha visto sfilare oltre ventimila persone, a cui centinaia si sono unite lungo il tragitto.
Al centro della mobilitazione il sostegno alla popolazione di Gaza e la denuncia dell’arresto delle attiviste della Global Sumud Flotilla, fermate dalle autorità israeliane.
A prendere la parola anche Luigi Isoldi, di Liguria Pride, che ha scandito con forza: “Il genocidio non si ferma, non ci fermiamo neppure noi! Con lo sguardo sempre fisso su Gaza, abbiamo seguito la rotta della Global Sumud Flottilla dalla partenza da Genova fino all'arresto illegittimo e criminale delle attiviste da parte di Israele. La flottiglia è stata fermata, sì, ma nel frattempo si sono risvegliate le coscienze addormentate che ancora non vedeva, o chi vedeva ma si sentiva impotente e non sapeva cosa fare, a guardare l'orrore che Israele sta compiendo a Gaza e a mobilitarsi! Mettendo da parte le posizioni tiepide dettate spesso da varius colonialisti, patriarcali e capitalisti. Dai nostri privilegi, così centinaia di migliaia di persone sono scese nelle piazze per denunciare la violenza del governo israeliano, smascherare l'inerzia indifendibile dei nostri governi e i trucchi della stampa mainstream”.
Isoldi ha poi sottolineato come la missione della flottiglia abbia avuto un impatto anche a livello politico interno: “Nel nostro paese la missione della Global Sumud Flotilla ha esposto l'ipocrisia del governo Meloni e spinto sigle sindacali che non si parlavano a indire uno sciopero generale insieme! Il massacro a Gaza continua e la brutalità non si ferma, e così non dobbiamo fermarci neanche noi. Non deve fermarsi il movimento civile che si è creato, non deve disperdersi. Non può essere alcuna lotta queer o transfeminista se non accanto a chi subisce il genocidio del proprio popolo”.
Un impegno che Isoldi riconduce alla stessa storia del movimento: “Scrivevamo due anni fa nel nostro manifesto politico prendendo una posizione netta dalla parte del popolo palestinese. Lo ribadiamo ancora: non esiste liberazione se non è per tutte, per tutti e per tuttu!”.