In via Nicolò Daste, a Sampierdarena, c’è un locale che non si limita a servire caffè e aperitivi, ma che vuole provare a cambiare il volto del quartiere. Si chiama Al Bahia Caffè, e dietro al bancone ci sono il sorriso e la determinazione di Debora De Oliveira, che con il compagno ha deciso di investire proprio qui, dove “le persone si siedono ancora fuori e i bambini giocano per strada”.
“Cerchiamo di offrire prodotti di qualità, come il nostro caffè, un’ottima miscela per chi se ne intende, con colazioni a base di brioches farcite al momento. Ma vogliamo anche dare qualcosa in più al quartiere, renderci disponibili per ogni iniziativa sociale, essere un punto di riferimento per la comunità”.
L’esperienza, per De Oliveira, non è nuova: “Avevamo già un baretto in via Palazzo della Fortezza con lo stesso nome - spiega -. Poi abbiamo deciso di trasferirci qui, nella zona dove è cresciuto il mio compagno. È un quartiere vivo, multietnico, con una densità di popolazione altissima. Abbiamo voluto provarci e oggi siamo felici, perché il riscontro è positivo: la gente ci ha accolto con entusiasmo”.
Al Bahia Caffè è aperto tutti i giorni, tranne il sabato a pranzo, e resta operativo fino alla sera. “Puntiamo molto sulle famiglie e sui bambini – continua Debora –. Abbiamo cocktail personalizzati per i più piccoli, e tanti prodotti per loro. Al mattino arrivano le mamme con i figli per la colazione, poi tornano per l’aperitivo e magari restano per l’apericena. Ci piace creare un luogo accogliente, dove tutti possano sentirsi a casa”.
Sampierdarena, però, resta un quartiere complesso. “Non possiamo negare che ci siano delle difficoltà, ma derivano anche dal fatto che molte attività sono chiuse - riflette la titolare -. Se i commercianti non si mettono in gioco, se non si riaccendono le luci, il quartiere resterà fermo. Invece i negozi aperti possono fare la differenza: tenendo viva la strada, parlando con i ragazzi, mostrando che esiste un altro modo di stare insieme. Così si combatte davvero il degrado”.
La sua visione è chiara e contagiosa: “Bisogna crederci, anche quando tutto sembra difficile. Ci vuole impegno, ma ogni quartiere può rinascere se chi ci vive ci mette il cuore. Tutto quello che è considerato brutto può tornare bello, basta volerlo”. E loro ci credono, ogni giorno, con un sorriso e una tazzina di caffè.