Il tema della qualità delle acque è stato al centro dell’attenzione della Commissione V, riunitasi questa mattina a Palazzo Tursi. Nella sua relazione a inizio lavori, l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha spiegato che l’Amministrazione comunale intende affrontare in modo concreto e strutturato le criticità emerse durante la stagione balneare 2025, pur in un contesto già attentamente monitorato grazie al lavoro di Arpal e Ireti, che forniscono dati puntuali e costanti sullo stato del mare. Secondo l’assessora Pericu è necessario avviare un percorso condiviso per individuare le cause delle anomalie e definire soluzioni efficaci.
La lettera del Difensore civico regionale ha contribuito al dibattito in Commissione: la stagione appena conclusa, aperta il 1° maggio e chiusa il 30 settembre, è stata segnata da piogge abbondanti che hanno spesso messo sotto stress il sistema fognario cittadino, provocando episodi di sovraccarico e conseguenti sversamenti in mare. «Siamo concordi con il difensore civico regionale - dichiara l’assessora Pericu - per cui questa è una questione urgente e non più derogabile. Come amministrazione appena insediata vogliamo affrontarla con decisione. Il nostro obiettivo è attivare al più presto un tavolo con Regione Liguria, Arpal e Ireti per proseguire il monitoraggio e definire soluzioni strutturali e innovative, anche attraverso azioni sperimentali».
«In due occasioni - continua l’assessora Pericu - si sono verificate chiusure temporanee di spiagge, a Ponente e a Levante. Le criticità non derivano tuttavia solo dalle precipitazioni: in alcuni casi sono stati individuati scarichi privati irregolari nei rivi, che finiscono per compromettere la qualità delle acque marine. Consideriamo – ha evidenziato in commissione l’assessora – gli sversamenti fognari irregolari nei rivi i principali indiziati dei problemi della qualità dell’acqua del mare».
Le aree maggiormente interessate sono state a ponente, Castello Genovese, Cerusa, torrente Rexello, lungomare di Pegli e piazza Niccolò da Voltri; a levante, Boccadasse, Priaruggia e Sturla ovest.
Proprio Priaruggia sarà oggetto di uno studio campione: qui per tre anni consecutivi la qualità delle acque è risultata “scarsa”, e la normativa prevede che, dopo cinque anni consecutivi, scatti un divieto permanente di balneazione. L’obiettivo dell’Amministrazione è evitare questa prospettiva intervenendo entro i prossimi due anni. Per questo motivo il Comune intende accelerare l’attività di monitoraggio, individuare le responsabilità e richiedere, ove necessario, il ripristino del corretto funzionamento degli impianti. L’assessora Pericu ha ribadito, inoltre, l’importanza della partecipazione dei cittadini, chiamati a segnalare tempestivamente eventuali anomalie e a consultare i dati aggiornati sulla qualità delle acque, che dovranno essere pienamente accessibili in ogni fase, non solo al momento dell’emissione delle ordinanze di divieto. «Abbiamo il dovere di garantire la trasparenza e di lavorare insieme per mari più puliti e sicuri: è una responsabilità condivisa verso l’ambiente, i cittadini e il futuro della nostra città» ha concluso l’assessora Pericu.