Il centrodestra genovese si mostra compatto nel commentare con favore l’avvio del cosiddetto “Piano Trump” per Gaza, che secondo le forze di maggioranza rappresenterebbe un passo concreto verso la pace in Medio Oriente.
“Mentre la sinistra continua ad aizzare irresponsabilmente le piazze contro il Governo incoraggiando missioni politiche travestite da umanitarie, l’Italia si è svegliata con la notizia che l’accordo raggiunto in Egitto avvia la prima fase del Piano Trump per Gaza – dichiara Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale –. È il primo passo concreto verso la fine del conflitto tra Israele e Palestina. Ancora una volta la postura internazionale di Giorgia Meloni consente all’Italia di stare dalla parte giusta della storia e risponde con i fatti alle accuse della sinistra, arrivata perfino a denunciare il premier per ‘complicità in genocidio’. Spiace constatare che, mentre nel mondo si parla di pace, a Genova si alimenta una narrazione tossica, raccontata da chi accetta solo una visione unilaterale della storia, alimentando odio e risentimento. La nostra città non è più il ‘Modello Genova’ di efficienza ed efficacia, ma un esempio di immobilismo e violenza – verbale, di piazza e ideologica. E speriamo si fermi qui. Genova merita molto di più di un domani ideologico e del totale disinteresse per le sue esigenze”.
Sulla stessa linea anche la Lega, che esprime pieno sostegno al piano di pace e attacca duramente le posizioni della sinistra ligure. “Lo storico accordo su Gaza, raggiunto grazie al grande impegno del presidente Usa Donald Trump – che merita il Nobel per la Pace – è una notizia stupenda. Ora la sinistra rosica, in particolare quella ligure, che in consiglio regionale non ha partecipato al minuto di silenzio per le vittime israeliane e ha sempre attaccato Trump – dichiarano Sara Foscolo, capogruppo regionale, e Paola Bordilli, capogruppo comunale della Lega –. Beffati i violenti ProPal scesi in piazza, inneggiando vergognosamente alla strage del 7 ottobre, e messi in ridicolo pure gli irresponsabili della Flotilla show, utili soltanto per la demagogica propaganda di sinistra. Ma beffate anche Silvia Salis e Francesca Albanese, la relatrice pro palestinesi dellOnu, che veicola messaggi antisemiti e ‘fake news’, accolta calorosamente a Genova dalla sindaca antagonista. Silvia Salis perché non ha ascoltato l’invito del centrodestra a sostenere a Tursi il piano di pace di Trump, né ha detto pubblicamente in faccia ad Albanese che la liberazione degli ostaggi israeliani è necessaria per la pace, né ha stigmatizzato l’interruzione di pubblico servizio e il vilipendio alle istituzioni di coloro che hanno occupato Unige, ma ha personalmente ‘benedetto’ lo show della Flotilla partita da Genova. Francesca Albanese perché ha scelto di propagandare pericolose idee e messaggi che in realtà non servono neanche al popolo palestinese schierandosi, fra le altre cose, contro l’utile diplomazia e la liberazione degli ostaggi israeliani, sostenendo che ‘i terroristi vanno capiti’ e il piano di pace di Trump è una ‘trappola’, attaccando addirittura la senatrice Liliana Segre: “Non è lucida’, che significa mettere in discussione i valori fondamentali della nostra democrazia”.