Occhi al cielo nelle prime ore di questa mattina per la cometa Lemmon (C/2025 A6), ripresa dall’Osservatorio Astronomico del Righi poco prima delle 5.
L’astro è stato immortalato con il telescopio Seestar S50 da Walter Riva grazie a un’esposizione di 4 minuti e 10 secondi avviata alle 4.47 dell’11 ottobre e mostrano la cometa nella fase di crescente luminosità.
Scoperta il 3 gennaio 2025 con un telescopio da 1,5 metri installato sul Mount Lemmon in Arizona, da cui prende il nome, la cometa ha sorpreso gli astronomi per il repentino e imprevisto aumento di luminosità registrato nelle ultime settimane, che l’ha portata oltre la soglia di visibilità a occhio nudo.
In questi giorni, prima dell’alba, può essere osservata a nord-est, come una debole chiazza luminosa sotto le “zampe” dell’Orsa Maggiore.
“Dai centri urbani - spiegano dall’osservatorio -, attualmente per scorgerla occorre un binocolo ma la luminosità della cometa è destinata ad aumentare man mano che raggiungerà la minima distanza dalla Terra”.
Questo accadrà le sere dopo il 20 ottobre, quando Lemmon passerà a circa 89 milioni di chilometri dal nostro pianeta.
Attualmente si trova a 110 milioni di chilometri, ma si sta avvicinando rapidamente: “Le sere successive al 20 ottobre – spiegano gli esperti del Righi – saranno le migliori per provare a scorgerla anche dai centri urbani, forse perfino a occhio nudo, subito dopo il tramonto del Sole”.
La minima distanza dal Sole (il perielio) è invece prevista per l’8 novembre.
Si tratta di una cometa periodica, con un periodo orbitale stimato in circa 1154 anni: “È già transitata nei nostri cieli oltre mille anni fa” sottolineano gli astrofili genovesi.
Non resta dunque che provare a scorgere l’astro sperando che mantenga le attese e regali uno spettacolo anche a occhio nudo.