Politica - 14 ottobre 2025, 15:20

Sicurezza in centro storico, scontro in Sala Rossa. Gandolfo denuncia una “situazione fuori controllo” e si scaglia contro le risposte dell'Assessora Viscogliosi

Toni accesi durante la seduta del consiglio comunale. L’interrogazione di FdI sul degrado e lo spaccio nel centro storico scatena la tensione

Seduta accesa quella del Consiglio comunale di Genova, dove il tema della sicurezza nel centro storico è tornato al centro del dibattito. Nicholas Gandolfo (FdI) ha presentato un’interrogazione in cui ha denunciato la “situazione di degrado, spaccio e delinquenza presente nel nostro centro storico che è fuori controllo”, citando “denunce di cittadini, politici e trasmissioni televisive con immagini che mostrano chiaramente lo stato attuale dei vicoli”.

Nel suo intervento, Gandolfo ha attaccato la Giunta: “Abbiamo letto di episodi che hanno coinvolto anche figli di esponenti politici, visto trasmissioni come Fuori dal coro che mostrano la gravità del degrado. È da tre consigli che volevo sollevare il tema, non solo nei vicoli ma anche a Sampierdarena, Valpolcevera e in altri quartieri. Siamo molto preoccupati per la gestione del centrosinistra sulla sicurezza: mi sembra chiaro che stiamo andando verso Bologna. Prima bocciate l’ordine del giorno sul crack, poi elogiate la polizia di New York, quella della sicurezza di Trump: non si capisce più niente. E adesso proponete ‘Nottambula’, dei volontari in centro storico… ma chi li forma, chi li tutela, chi li paga? La situazione è grave, ci dia risposte concrete”.

L’assessora Arianna Viscogliosi ha replicato accusando Gandolfo di “aver fatto un minestrone di temi” e ha precisato che le immagini citate dalla trasmissione televisiva “risalgono in parte al 2023, con un montaggio discutibile”.

Viscogliosi ha poi ricordato il contesto nazionale e locale: “Dall’insediamento del governo Meloni sono arrivati 250mila immigrati, a Genova mancano strutture e finanziamenti per i minori non accompagnati, che il Comune anticipa senza adeguato supporto statale. Inoltre, nuove droghe come il crack creano situazioni di spaccio e dipendenza difficili da gestire. Nel centro storico soffriamo anche una desertificazione commerciale, con attività di dubbia legalità ereditate dalla precedente amministrazione: penso al Mercato dello Statuto, oggi vuoto e in stato di abbandono, su cui ringrazio l’assessora Beghin per l’impegno. Ma stiamo lavorando anche sulla Darsena e sulle aree più critiche, con la polizia locale riorganizzata su turni di 24 ore e controlli sistematici contro spaccio e abusivismo. Il commercio positivo è il primo presidio di sicurezza”.

Nonostante la risposta, Gandolfo si è detto “profondamente insoddisfatto”: “Provo grande imbarazzo per il suo lavoro, non c’è nulla di personale ma non ha risposto su Nottambula. Si è presa meriti del centrodestra e ha eluso il tema principale”. La tensione in aula è salita, fino all’intervento del presidente che ha tolto la parola al consigliere dopo una bagarre verbale con il presidente Villa.

Sul progetto “Nottambula” è intervenuto anche Sergio Gambino (gruppo misto), chiedendo chiarimenti: “Serve capire la direzione che si sta prendendo. L’iniziativa può essere positiva, ma vanno chiarite modalità e finalità. Mi preoccupa l’idea di un numero dedicato in caso di pericolo: se una persona si sente minacciata deve chiamare il 112, non un volontario. Invito l’assessora a portare l’argomento in Commissione”.

Viscogliosi ha spiegato che “il progetto nasce dal territorio, presentato dall’associazione Brigata Alice, e si ispira all’esperienza bolognese”. L’obiettivo, ha precisato, è “introdurre operatori del terzo settore esperti di ascolto e mediazione, attivi nelle aree della movida per supportare persone vulnerabili - giovani, donne, anziani o disabili - senza sostituirsi alle forze dell’ordine. È prevista una linea WhatsApp per contatti diretti, ma non si tratta di un numero di emergenza”.

Gambino ha infine replicato con scetticismo: “Il rischio è che, in una zona percepita come pericolosa, una persona finisca per chiamare un volontario invece della polizia. Serve chiarezza e un confronto serio in Commissione”.


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