Attualità - 15 ottobre 2025, 16:33

Dopo ventitré giorni termina l’occupazione del rettorato dell’Università di Genova: “Una mobilitazione contro la guerra e l’occupazione in Palestina”

Gli studenti lasciano gli spazi dell’ateneo dopo oltre tre settimane: “Chiediamo la rescissione degli accordi con l’industria bellica e un’aula per continuare il nostro percorso politico”

È terminata oggi l’occupazione del rettorato dell’Università di Genova, iniziata lo scorso 23 settembre e durata ventitré giorni consecutivi. A renderlo noto è l’assemblea degli studenti occupanti, che ha diffuso un comunicato via Telegram spiegando le ragioni della mobilitazione, nata, si legge nella nota, “contro la guerra e l’occupazione sionista in Palestina”.

Secondo quanto dichiarato dagli studenti, l’azione ha rappresentato “una delle numerose espressioni del risveglio di coscienza collettiva che ha avuto luogo negli ultimi mesi. A partire dalla partenza delle Flotille, che hanno navigato verso Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese, e dalle mobilitazioni nate a loro sostegno. Queste mobilitazioni hanno dimostrato l’emergente necessità delle persone di prendere posizione a partire dai propri spazi, dalle Università, ai quartieri, ai posti di lavoro, sino ai porti”.

Il comunicato prosegue collegando l’esperienza genovese a un contesto nazionale di protesta: “Questo desiderio ha visto una città come Genova, come in tutta Italia, pretendere dalle proprie amministrazioni il riconoscimento del popolo palestinese, il loro diritto alla resistenza e al ritorno nella propria terra, con la fine dell’occupazione sionista”.

Nella nota diffusa oggi, gli studenti commentano anche la situazione internazionale, definendo la tregua firmata il 10 ottobre 2025 “una prima vittoria per le condizioni del popolo palestinese ma insufficiente, se si considera che Israele già dal giorno stesso ha ripreso bombardamenti e il blocco all'entrata degli aiuti umanitari, continuando i suoi piani di colonizzazione in Cisgiordania”.

“Quando parliamo di complicità dei nostri governi - si legge ancora - parliamo del fatto che il sionismo è un progetto che fin dalla genesi si pone come avamposto degli interessi occidentali in Medio Oriente”.

Nel documento, l’assemblea studentesca rinnova le proprie richieste al rettore dell’Università di Genova: “Richiediamo al Rettore, con ancora più forza: la rescissione totale degli accordi che intercorrono tra l'Università di Genova e l'industria bellica.
La rescissione totale del bando del ministero degli Affari Esteri, che ci lega a stretto giro con le politiche di apartheid sioniste.
Il sostegno formale e incondizionato al popolo e alla resistenza palestinese.
Infine, chiediamo in gestione un'aula dell'Università dove portare avanti il nostro percorso politico di mobilitazione, i nostri dibattiti, le nostre iniziative: come un osservatorio sull'asservimento della nostra Università alle aziende belliche e al suo coinvolgimento nel mondo della guerra”.

L’occupazione del rettorato si è conclusa senza tensioni, ma con la promessa da parte degli studenti di “continuare il percorso di mobilitazione dentro e fuori l’Università”.

Redazione