Continua a tenere banco la controversia legata alla possibile costruzione del nuovo supermercato nell’area Campostano, a Nervi.
Associazioni di categoria e Civ (Centri Integrati di Via), così come migliaia di cittadini, hanno ribadito il loro netto ‘no’ alla realizzazione dell’area di grande distribuzione.
Un nuovo picco di tensione, tuttavia, è arrivato oggi con l’annullamento improvviso della commissione prevista per questo pomeriggio, lasciando chi vive e lavora nella zona in un limbo.
Il fulcro della recente protesta ruota attorno alla seduta congiunta delle commissioni consiliari V (territorio) e VI (sviluppo economico), che si sarebbe dovuta tenere per discutere il "progetto del nuovo polo urbano di San Siro”. Questa riunione, richiesta a gran voce dai soggetti interessati, è stata tuttavia "sconvocata con appena quarantotto ore di preavviso". Questo annullamento ha lasciato nell’incertezza i commercianti, che speravano di ottenere finalmente un quadro chiaro della situazione.
Tiziana Ravano, presidente del Civ Nervi Mare, riassume tutta la preoccupazione del quartiere: “Aspettavamo con ansia questa commissione, nella speranza che sarebbe servita ad avere finalmente un quadro chiaro della situazione, ed invece continuiamo a brancolare nell’incertezza e ad essere sempre più preoccupati".
La base della contestazione è chiara: i rappresentanti del commercio ritengono che Nervi non abbia bisogno di un’ulteriore struttura di grande distribuzione. Secondo la Ravano, il quartiere richiede interventi diversi, focalizzati sul miglioramento della qualità della vita e sulla fruibilità degli spazi. La presidente del Civ Nervi Mare è categorica: “Nervi è già satura di grande distribuzione, mentre ciò di cui ha bisogno sono nuovi parcheggi e aree verdi attrezzate e fruibili dalla cittadinanza”. L'area Campostano, definita "pregiata e, a oggi, inutilizzata," necessita di un progetto di rilancio che risponda alle reali esigenze della cittadinanza.
Oltre alla frustrazione per l’annullamento, le associazioni hanno duramente criticato il mancato coinvolgimento nelle fasi decisionali. I rappresentanti di categoria e i Civ lamentano di non essere stati invitati ufficialmente dai presidenti delle due commissioni, un fatto che viene ritenuto grave. A riguardo, Tiziana Ravano ha sottolineato che le decisioni che hanno un impatto diretto sul lavoro degli esercenti "andrebbero condivise con i diretti interessati”.
Ma non è tutto da buttare.
Per gli esercenti, infatti, il dialogo con la neo assessora al Commercio Tiziana Beghin è stato tempestivo, soprattutto nel momento in cui gli stessi si sono fatti avanti per chiedere conto della loro esclusione.
Prontamente, Beghin ha risposto anticipando l'annullamento della commissione e "impegnandosi a mettere a parte dei prossimi passi tanto i Civ come le associazioni”.
Un auspicio per i commercianti che ora sperano che l’amministrazione mantenga la promessa di coinvolgimento. Ma al momento rimangono senza risposta domande cruciali per il destino di Campostano.
C’è molta attenzione anche sulle posizioni del Comune in merito al tema ma il nodo cruciale è duplice: se "il rischio di nuovo supermercato verrà effettivamente scongiurato, o c’è l’intenzione di aprire una trattativa con la proprietà, privata, del terreno?". Ancora, si attende di sapere quali sono i progetti per l’area, pregiata ma inutilizzata.
OLTRE 1600 FIRME CONTRO LA CEMENTO-SPECULAZIONE
Il fronte del dissenso contro la realizzazione del progetto Polo Urbano San Siro nell'area di Campostano si fa sempre più vasto e determinato.
L’associazione Nervi basta degrado e il Circolo Nuova Ecologia Genova hanno inviato alle istituzioni 1650 firme di altrettanti cittadini che si sono detti contrari al progetto, facendo recapitare all’assessora Coppola, alla sindaca Salis e al Municipio Levante il proprio no a un nuovo blocco di cemento ritenuto contro l’interesse pubblico, in quanto prosegue la tendenza negativa del consumo di suolo.
Le ragione del ‘no’ sono state sintetizzate in diversi punti fondamentali
Il primo evidenzia un grave impatto paesaggistico: l'area interessata dal progetto viola l'articolo 35 (strutture urbane qualificate) del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico. Tali strutture urbane, per ampiezza e particolare pregio paesistico-ambientale, sono soggette a un regime normativo di mantenimento. Non sono ammessi interventi che compromettano l'identità e la leggibilità dell'assetto territoriale preesistente. Inoltre, si sottolinea che l'area ricade nel Sistema del Verde del Piano Territoriale Provinciale ed è interessata da tutela per Vincolo Paesaggistico. Per i motivi elencati, la realizzazione del progetto "comporterebbe grave pregiudizio ai valori paesaggistici del contesto storico nerviese, alterando in modo irreversibile la sua armonia ed il suo equilibrio, ed infine si rileva non esserci alcuna necessità di un ulteriore supermercato”.
Il secondo punto cruciale riguarda i problemi di viabilità : la struttura di vendita, con due piani di parcheggio, "causerà un notevole incremento del flusso veicolare nella zona, già gravata da problemi di traffico e parcheggio, con conseguenti disagi per i residenti e gli utenti della strada". Si teme che le strade di accesso e interne non siano adatte a un tale aumento di traffico, con il "concreto rischio di generare code, rallentamenti, incidenti, inoltre, potrebbero contrastare eventuali azioni di soccorso sanitario e/o di sicurezza".
A rinforzo del dissenso, le associazioni hanno voluto richiamare anche il Regolamento Europeo di "Ripristino della natura" (approvato nel 2024), che impone di conservare il verde e le coperture arboree esistenti nelle città per contrastare la vulnerabilità ai rischi climatici.
“Il principio dell’inedificabilità dell’area verde di Campostano - si legge nella nota diffusa - è stato condiviso da 1650 cittadini e osservando i nominativi non vi troviamo tra essi persone con ruoli politici attivi in comune e municipio, a parte tre consiglieri municipali: diventa perciò inevitabile la considerazione che buona parte della politica non condivida i bisogni dei cittadini”.
La richiesta alle istituzioni è perentoria: "Si chiuda la Conferenza dei Servizi e si decida: l'amministrazione accolga le osservazioni dei cittadini, persegua obiettivi di qualità urbana senza sacrificare il patrimonio storico ed ambientale della comunità".