Meraviglie e leggende di Genova - 02 novembre 2025, 08:00

Meraviglie e leggende di Genova - La Casa Nera di San Teodoro

Sospesa tra storia militare e leggenda popolare, la villa sul Monte Cucco racconta un secolo di segreti: dal suo passato come osservatorio della Marina alle ombre che l’hanno avvolta dopo la guerra

Adagiata sul Monte Cucco, enigmatica e affascinante, la Casa Nera domina da oltre un secolo le alture di San Teodoro.

La sua sagoma scura, che gioca a confondersi con lo spazio circostante, è un equilibrio di memoria storica, mistero e mito.

Edificata agli inizi del Novecento per essere un osservatorio della Marina Militare, la villa doveva vigilare la costa e il porto sottostante, ma senza farsi notare.

Proprio per questa particolare necessità, si decise di ricoprire le pareti di catrame, permettendo così ai volumi dell’architettura di ‘non farsi notare’.

Questo escamotage rendeva la villa difficilmente identificabile, soprattutto per chi osservava la costa dal mare o da un aereo.

Era diventata una casa che “spariva”, costruita per osservare senza essere vista.

Terminato il suo ruolo strategico, la Casa Nera cadde in abbandono dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la modernizzazione delle strutture militari la rese obsoleta. Da allora, il suo destino cambiò volto. Le finestre vuote e i muri scrostati divennero parte del paesaggio urbano, e la casa, silenziosa e isolata, iniziò ad attirare la curiosità di molte persone, dando inizio a un pellegrinaggio verso un luogo definito ‘di mistero’.

Ma la curiosità si tramutò presto in tragedia: nel 1966, un bambino perse la vita cadendo in un pozzo artesiano all’interno dell’edificio. L’episodio lasciò un segno profondo nella memoria collettiva di San Teodoro, trasformando la villa in un luogo da evitare, un confine tra gioco e paura. Più tardi, la scoperta del corpo di un uomo senza fissa dimora ne accrebbe l’aura sinistra, alimentando le voci di un luogo maledetto.

Come spesso accade a ciò che la città dimentica, la Casa Nera divenne terreno fertile per le leggende urbane. Si parlò di riti esoterici, messe nere, luci misteriose nella notte. Ma più che di prove, si trattava di suggestioni nate dall’abbandono, dalla solitudine di un edificio che la natura e l’immaginazione avevano lentamente riconquistato.

Oggi la villa è rinata grazie a un restauro privato, che ne ha recuperato la struttura senza cancellarne il fascino enigmatico. Eppure, raccontano i residenti, i nuovi proprietari la frequentano di rado: forse per rispetto della sua storia, o forse perché certi luoghi conservano un immutato magnetismo.