Non ci sarà nessuno sfratto per le attività che si trovano nei Voltini di via Buranello. Lo hanno confermato l’assessora al Commercio Tiziana Beghin e l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata posta durante il Consiglio Comunale.
L’Amministrazione ha chiarito la propria posizione su due fronti cruciali che riguardano la siurezza strutturale gestita da RFI e l’avanzamento del progetto di riqualificazione finanziato dal PNRR.
Riguardo al timore di azioni legali e sfratti, l'assessora Beghin ha rassicurato l'aula, basandosi sulle informazioni ricevute dagli uffici e da RFI stessa. L'assessora ha precisato che "non c'è nessuna azione legale di sfratto in questo momento nei confronti dei locatari che sono appunto in questo momento situati sotto le arcate del viadotto ferroviario".
Tuttavia, RFI, in quanto proprietaria degli immobili, ha l'obbligo di effettuare controlli periodici per quel che riguarda la sicurezza strutturale sulle arcate del viadotto. Beghin ha spiegato dunque che, sebbene tali controlli si svolgano normalmente da tempo, "in alcune situazioni non è stato possibile accedere ai locali e questo è previsto, sarebbe previsto però dai contratti di locazione".
RFI, conciliando "le esigenze di sicurezza ferroviaria con la tutela del tessuto economico locale", sta procedendo alla "rinegoziazione progressiva dei contratti di locazione scaduti" per garantire la piena ispezionabilità delle strutture portanti del viadotto. RFI ha richiesto ai locatari inadempienti di consentire le ispezioni entro il 31 dicembre.
È emerso che tutte le situazioni commerciali sono sotto controllo, salvo "un'unica associazione" che presenta difficoltà. L’Amministrazione, come ha ribadito Beghin, ha garantito supporto personale per questa associazione, offrendo la possibilità, una volta terminata la riqualificazione, di "spostarsi in uno dei voltini che noi metteremo a disposizione alle associazioni".
Il tema dei lavori di riqualificazione ha rivelato criticità significative che sono state illustrate da Ferrante nel corso della sua risposta: “L’intervento è a oggi in corso, ma ha accumulato ritardi nei lavori”.
I ritardi sono stati attribuiti principalmente a una "disorganizzazione dell'impresa affidataria con a forza lavoro non adeguata" e alla "complessità di realizzazione di ogni singolo voltino". L'Assessore ha ammesso che, in seguito a un sopralluogo con la collega Beghin, è "palese che i problemi nascono dall'impresa affidataria... l'appalto è un appalto troppo grande per chi l'ha vinto".
A causa di questo slittamento, l'Amministrazione sta trattando con il Ministero per un allungamento dei tempi di realizzazione al secondo semestre 2026. Ciò comporta una seria complicazione finanziaria: "non potranno più essere fondi PNRR perché comunque si andrà a sforare la data del 30 giugno 2026". Pertanto, il canale di finanziamento dovrà essere rimodulato e diventare "ministeriale", a meno che non intervenga un prolungamento della scadenza del PNRR.