C’è la Genova che non esiste più, quella dei vicoli bui, della poca luce, di botteghe umili e di salotti sfarzosi dove arte e genialità convivono danzando.
Ma ci sono anche le tracce di una città ancora visibile, che diventano tappe fondamentali per scoprire il fascino della Storia.
Queste sono le due anime che convivono nell’ultimo lavoro di Enzo Marciante Paganini. Angelo o Demone – Un’inchiesta diabolica (Sagep Editori), un fumetto che trasforma la leggenda del violinista “indiavolato” in un racconto ironico e irresistibilmente genovese.
L’opera, composta da cinquanta tavole dal tratto vivace e dai colori intensi, riporta alla città dell'Ottocento, tra vicoli e musica, per raccontare la storia di un ragazzino prodigio il cui eccezionale virtuosismo al violino ha dato vita alla sua fama e ha contribuito a costruirne la leggenda secondo la quale un talento sfacciato non può venire alla luce senza l’aiuto del Maligno”.
Marciante, classe 1946, genovese autentico e decano del fumetto d’autore, parla del suo progetto come di un film disegnato: "Mi servo del mio linguaggio, quello del fumetto. Attraverso il linguaggio alto del fumetto, con ricerche, si riesce a raccontare in maniera completa, come può essere il cinema. Paganini è un personaggio incredibilmente valido, è una sceneggiatura vivente in sostanza, e quindi l’ho messo su carta”.
L’autore ha scelto un espediente narrativo tanto surreale quanto affascinante: il Ministero della Possessione Diabolica, allarmato dalle doti del violinista, invia “una schiera di diavolacci in incognito a Genova per indagare sull’infanzia del musicista, sul suo legame con la sorella di Napoleone e sul suo celebre motto Paganini non replica”. Il risultato è un’inchiesta fantastica che si muove tra il registro comico e la riflessione sulla natura del talento.
Marciante racconta di essersi ispirato alla Genova dell’Ottocento, "quando la città si svincola un po’ dal centro storico, dai quartieri più bassi per andare ad aggredire le colline, e nascono bellissimi palazzi in mezzo a quelle crose di una volta". E confessa con ironia una scoperta inaspettata: "Lui aveva una brutta fama estetica, eppure alle donne piaceva parecchio. Non ha incontrata una che gli abbia detto di no! È la cosa che mi ha stupito di più".
L’idea del libro nasce da un’intuizione di Enrica Perilio, libraia genovese e membro dell’Associazione Paganini, che da anni si dedica alla promozione culturale legata al violinista e ha spinto Marciante ad affrontare per la prima volta questo tema.
L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari vede nel progetto l’inizio di una più ampia operazione di divulgazione storica in chiave artistica: "È un progetto dedicato a questi due momenti, quello medievale e quello paganiniano, nell’anno dell’Ottocento. Pensiamo che il fumetto, linguaggio leggero e inclusivo, possa coinvolgere un pubblico più giovane. Parleremo anche di donne genovesi e di grandi personaggi della storia cittadina, fino ad arrivare ad Andrea Doria. Ci sarà da divertirsi con una piccola collana anche preziosa per i collezionisti".
Per Montanari, raccontare Paganini significa raccontare la città stessa: "Raccontare la storia di Paganini vuol dire raccontare la storia di una città che cambia, tra il quartiere scomparso di via Madre di Dio, dove il musicista nacque, e la Genova che si trasforma. Le tavole di Marciante, documentate su immagini storiche, fanno rivivere una città perduta ma ancora viva nella memoria”.
Un omaggio a fumetti al genio che ’non replica’ e Marciante, con la sua matita, tratteggia con straordinaria bellezza.