Attualità - 11 novembre 2025, 08:00

Crisi Amt, bus vecchi attendono il turnover, ritardi dei 4 Assi e in circolazione il 7-8% in meno dei mezzi mette a rischio il servizio

Tra mezzi datati, filobus nuovi ancora fermi e ritardi nei cantieri dei quattro assi, Amt affronta una fase critica: ogni giorno fino all’8% delle corse non viene effettuato, mentre la carenza di bus rischia di compromettere la tenuta del servizio e di aggravare le tensioni interne all’azienda

Parco mezzi vecchio, che tira avanti stanco metro per metro in attesa di ricambi, in una crisi non solo finanziaria ma che - oltre alle logiche preoccupazioni occupazionali - trascina con sé anche il servizio di Amt. Dopo il bus andato a fuoco due sere fa in via Milano, non il primo caso da inizio anno ad oggi, nel calderone dei problemi sui quali si attende un intervento c'è anche questo, legato all'età media - alta - dei mezzi di trasporto in circolazione che aspettavano il ricambio generazionale, ancora in itinere.

Così, mentre in deposito restano i mezzi nuovi - i filobus destinati al nuovo sistema ancora in cantiere dei quattro assi - in strada capita che qualche autobus non regga il colpo e ceda dietro le problematiche più diverse. L'ultima, un principio di incendio.
"Fortunatamente non è frequente che ci siano queste situazioni - spiega Andrea Gamba, della Filt Cgil - il problema maggiore però è il fatto che l'età media del parco mezzi si sta alzando notevolmente, questo è dovuto soprattutto al fatto che la programmazione dell'acquisto di bus nuovi si è bloccata perché dovevano entrare in funzione i nuovi filobus dedicati al progetto dei quattro assi e, se il progetto è in ritardo, ad oggi l'azienda si trova a usare ancora materiale rotabile datato".

Non solo. "Una situazione quella dei mezzi diventata quasi drammatica - sottolinea il sindacalista - ne mancano 70-80 quotidianamente per il servizio, questo vuol dire che il 7-8% del servizio non viene erogato regolarmente, ma questo è un fenomeno che accade da più di un anno, da settembre del 2024 a causa del mancato approvvigionamento". Da un lato i ritardi, dall'altro un inutilizzo dei mezzi di nuova generazione, "ad oggi sono una quarantina quelli fermi, e il restante deve arrivare, un centinaio circa, depositati fuori Genova".

Veicoli che restano fermi al palo, "ma le garanzie partono e quindi è come se fossero in funzione e nello stesso tempo restando in deposito a lungo un volta messi in servizio potrebbero avere delle problematiche che oggi non vengono riscontrate, quindi purtroppo la situazione sconta tutto questo", prosegue Gamba. Che sottolinea poi un'altra problematica legata agli autobus più piccoli, che servono le zone collinari. E che mancano.

"La rivisitazione della rete prevedeva un ridimensionamento dei collinari, però oggi continuiamo a esercire il servizio, quindi i mezzi piccoli servono, ma sono difficili da acquistare perché non c'è una produzione che riesca a coprire le esigenze delle aziende di trasporto pubblico". Quindi difficili da trovare, e non disponibili a breve termine. Il tutto in un contesto estremamente delicato, che coinvolge i lavoratori e le preoccupazioni per la tenuta dell'azienza. "Gli stipendi di ottobre sono stati pagati correttamente, per quelli di novembre sono state trovate le risorse per coprire stipendi e fornitori - ricorda Gamba - per dicembre mancano ancora tra i 4 e i 5 milioni. I lavoratori stanno già pagando perché il purtroppo i tagli del servizio del 7-8% stanno creando forti tensioni. Abbiamo già chiesto nell'ultimo incontro soprattutto sulle linee serali il servizio di vigilanza da parte della polizia locale per coprire un po' più frequentemente anche il trasporto pubblico, soprattutto a fronte della gratuità notturna che potrebbe creare ulteriori problemi con un servizio non indoneo a recepire tutta la domanda che arriverà".