Politica - 11 novembre 2025, 09:22

Sicurezza urbana, Centofanti: “Non si costruisce con i divieti ma con la partecipazione”

La capogruppo di Riformiamo Genova invita la minoranza a un confronto più ampio e sottolinea l’importanza di un approccio integrato

Anche la minoranza avrebbe dovuto capire che parlare di sicurezza urbana significa affrontare un tema complesso, che non si risolve con divieti, norme e sanzioni”. Lo afferma Maria Luisa Centofanti, capogruppo di Riformiamo Genova insieme alla sindaca Silvia Salis, in un intervento sul tema della sicurezza cittadina.

Secondo Centofanti, i dati 2024 del Sole 24 Ore mostrano una Genova nella top ten per criminalità e soltanto al 53° posto per la qualità della vita delle donne, “numeri che raccontano un disagio profondo, sociale, economico e culturale e che non possono essere affrontati solo con più controlli o sanzioni”.

Nei documenti della minoranza, spiega la capogruppo, emerge “una visione della sicurezza centrata quasi esclusivamente sull’ordine e sul controllo: tolleranza zero, deterrenza penale, maggiore presenza delle forze dell’ordine”. Ma, precisa Centofanti, “la sicurezza non è solo repressione: è anche giustizia sociale, inclusione, qualità dello spazio urbano, lavoro dignitoso, educazione e partecipazione. Ignorare le cause profonde significa rincorrere i problemi senza risolverli”.

Centofanti sottolinea come l’Amministrazione abbia scelto un approccio integrato e partecipato: “La sicurezza nasce dalla prossimità, dal dialogo e dalla prevenzione. Le pattuglie a piedi diventano punti di ascolto, mentre gli Osservatori Municipali per la Sicurezza permetteranno ai cittadini di segnalare criticità e proporre soluzioni concrete. Non si impone la sicurezza: si costruisce insieme”.

Contrastare povertà, disoccupazione, disagio giovanile e disuguaglianze di genere è per Centofanti fondamentale per ridurre fenomeni criminali come spaccio e reati predatori. “Famiglie in difficoltà, giovani senza prospettive e donne in contesti insicuri - afferma - sono le persone da ascoltare e coinvolgere”.

La sicurezza passa anche dal lavoro e dalla formazione: “Genova ha registrato un aumento degli infortuni mortali sul lavoro, soprattutto tra i giovani e le donne. Anche la sicurezza stradale richiede attenzione: percorsi pedonali e ciclabili protetti, illuminazione adeguata e semafori intelligenti. La movida deve essere responsabile”.

Infine, Centofanti richiama il ruolo dello spazio pubblico e del tessuto sociale come “presidi fondamentali di sicurezza”: commercio di prossimità, associazioni di quartiere, scuole, verde urbano e percorsi sicuri aumentano la percezione di sicurezza e la vivibilità della città, soprattutto per donne, anziani, minori e persone con disabilità.

La sicurezza - conclude - è gestione del bello e non della paura. Solo prevenzione, ascolto, partecipazione e inclusione possono restituire ai cittadini una Genova davvero giusta, sicura e accogliente”.


 

Redazione


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